La BYD da 2,76 milioni di dollari che al Salone di Pechino ha messo all’angolo Ferrari e Bugatti

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Pechino, 30 aprile 2026. Il Salone dell’Auto non è stato soltanto una vetrina di novità di mercato, ma il teatro dove si è consumato, sotto i riflettori della kermesse cinese, un vero e proprio evento nell’evento. La Yangwang U9 Xtreme, supercar elettrica di casa BYD, è stata venduta per l’incredibile cifra di oltre 20 milioni di yuan, pari a circa 2,76 milioni di dollari, e come ha prontamente confermato il dirigente Li Yunfei, si tratta della transazione più alta mai registrata nella storia della manifestazione. Una cifra, questa, che la posiziona di diritto nell’olimpo delle hypercar più esclusive al mondo, superando sul piano del valore nominale diverse creature dei blasonati marchi italiani come Ferrari e persino di quelle francesi del calibro di Bugatti. A consegnare fisicamente le chiavi di questo gioiello tecnologico nelle mani del nuovo proprietario – un acquirente di cui non sono state rivelate le generalità – è stato addirittura il presidente del colosso cinese, Wang Chuanfu, a testimoniare l’importanza strategica di questo passo verso l’alto di gamma.

I due volti della mobilità elettrica cinese: dalla Chery da 7.000 dollari alla hypercar da record

Per comprendere la portata dell’operazione BYD, è necessario osservare il contesto in cui essa si inserisce, un contesto fatto di estremi opposti ma complementari. Se da un lato, quasi in contemporanea, veniva presentata una piccola elettrica urbana dal costo accessibile di circa 7.000 dollari, capace comunque di garantire 310 km di autonomia, dall’altro lato la BYD sfoderava la sua arma più letale: un’hypercar da oltre tremila cavalli venduta a un prezzo proibitivo. Questo paradosso rappresenta il ritratto più fedele dell’attuale industria cinese dei veicoli elettrici, un settore ormai maturo e strutturato che dimostra di saper presidiare ogni singola fascia di mercato, dalla mobilità popolare – dove la concorrenza sui costi è spietata – fino al lusso più estremo e sfrenato, dove ciò che conta non è più il rapporto costo-benefici, ma l’esclusività assoluta.

Oltre 3.000 CV e un giro all’Inferno Verde: numeri da hypercar mondiale

A giustificare un simile esborso finanziario non c’è soltanto la rarità, visto che la produzione globale della U9 Xtreme è stata limitata a sole trenta unità, ma ci sono numeri tecnici che fanno impallidire le concorrenti storiche. La vettura, sviluppata dal marchio premium Yangwang, è costruita su un’architettura elettrica a 1.200 volt e monta la suspance attiva DiSus‑X, componenti che da sole basterebbero a piazzarla ai vertici della tecnologia automotive. Eppure, è il dato sulle prestazioni a lasciare senza fiato: la potenza dichiarata supera i tremila cavalli, un valore che la proietta in una dimensione quasi irraggiungibile per i classici motori a combustione. A confermare la bontà del progetto ci hanno pensato i cronometri: sul celebre tracciato del Nürburgring Nordschleife, la "nuvola verde" che rappresenta l’incubo per qualsiasi costruttore, la U9 Xtreme ha fermato il tempo sul giro di 6 minuti, 59 secondi e 157 millesimi, un risultato che la candida al titolo di elettrica di serie più veloce mai vista su quell’asfalto.

L’ascesa di Yangwang e la nuova gerarchia del lusso automobilistico

BYD, attraverso il suo marchio ultra-premium Yangwang, ha quindi rotto un tabù. Non vuole più essere ricordata soltanto come il gigante cinese delle auto elettriche a buon mercato che ha rivoluzionato la mobilità di massa, ma ambisce a entrare ufficialmente nel territorio sacro delle hypercar estreme, quello abitato fino a ieri soltanto da marchi come Ferrari, Rimac e Bugatti. Il messaggio lanciato al Salone di Pechino 2026 è chiaro e inequivocabile: la Cina non costruisce solo copie economiche di modelli occidentali; è capace di progettare e realizzare hypercar tecnologicamente all’avanguardia, con ciclistica da vera erede delle competizioni, il tutto a un prezzo che, in questo specifico segmento, definisce una nuova frontiera del lusso. Un lusso, quello della U9 Xtreme, che strizza l’occhio ai collezionisti con dettagli quasi kitsch, come la vernice che contiene particelle d’oro, ma che nasconde una profondità ingegneristica in grado di riscrivere i record di velocità mondiali.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.