Enel, i soci approvano il bilancio 2025 e il saldo del dividendo a luglio. Cattaneo resta ad, Scaroni presidente
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Redazione Economia
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L’assemblea degli azionisti di Enel, riunitasi ieri a Roma sotto la presidenza di Paolo Scaroni, ha dato il via libera al bilancio dell’esercizio 2025 – chiuso con un utile netto civilistico di 3,07 miliardi di euro – e ha deliberato la distribuzione di un dividendo complessivo pari a 0,49 euro per azione. Da quest’ultimo vanno detratti gli 0,23 euro già assegnati a gennaio 2026 quale acconto, cosicché il saldo effettivo della cedola, fissato a 0,26 euro, verrà staccato lunedì 20 luglio con pagamento a partire dal 22 luglio. Una decisione, quest’ultima, che conferma la progressiva crescita del ritorno per gli azionisti, in un contesto di utili solidi e di cassa in equilibrio.
Il Tesoro trionfa con il 53,3% e il mercato appoggia il cda
La lista presentata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (che detiene il 23,6% del capitale, mentre il Mef complessivamente controlla circa il 53% dei diritti di voto attraverso partecipazioni dirette e indirette) ha incassato una vittoria netta e senza precedenti. Su oltre 3,6 miliardi di azioni ordinarie rappresentate in assemblea, la proposta del Tesoro (Lista n. 1) ha raccolto il 53,3% dei voti espressi, lasciando quella dei fondi istituzionali al 46%. Un risultato, quest’ultimo, che rafforza la linea di continuità voluta dall’azionista pubblico e conferma l’apprezzamento del mercato per l’operato del consiglio di amministrazione uscente.
Dividendo in aumento del 4% e buyback da 1,5 miliardi
L’assemblea, che ha approvato anche il nuovo programma di riacquisto azioni, ha sancito un incremento del dividendo del 4% rispetto all’anno precedente, portandolo a 0,49 euro per azione. Contestualmente, il management ha ricevuto il via libera per avviare un’operazione di buyback – vale a dire l’acquisto di azioni proprie da annullare o destinare a eventuali piani di incentivazione – con una dotazione finanziaria prevista di circa 1,5 miliardi di euro. Una manovra, questa, che mira a sostenere il valore del titolo e a ottimizzare la struttura patrimoniale del gruppo, senza però impegnare l’azienda in scadenze rigide o obblighi di esecuzione immediata.
Confermato il ticket Cattaneo-Scaroni per il triennio 2026-2028
Sia l’assemblea ordinaria sia quella straordinaria hanno rinnovato il consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028, blindando di fatto la governance indicata dal ministero dell’Economia. Flavio Cattaneo resta dunque amministratore delegato, mentre Paolo Scaroni mantiene la presidenza. Un esito, quello di ieri, che chiude ogni ipotesi di discontinuità ai vertici dell’ex monopolista di Stato, tra le principali aziende energetiche italiane, e che consegna al gruppo una stagione di sostanziale stabilità operativa. Nessun dettaglio è emerso, invece, su possibili variazioni nello statuto o su modifiche ai poteri delegati: l’assemblea si è limitata ad approvare i punti all’ordine del giorno senza marginali sorprese.




