Flaminio, dalla Soprintendenza un sì con riserva: il progetto della Lazio va avanti ma con modifiche

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio ha superato un passaggio decisivo, sebbene non definitivo, con il parere favorevole espresso dalla Soprintendenza di Stato nell'ambito della Conferenza dei servizi preliminare. Il pronunciamento, che giunge dopo mesi di interlocuzioni tra la Società Sportiva Lazio e l'Amministrazione capitolina, rappresenta un via libera condizionato che impone al club biancoceleste una serie di modifiche sostanziali all'impianto originario.

Un via libera che, come sottolineato dal Campidoglio, costituisce un tassello importante nel percorso intrapreso per restituire alla città uno degli impianti più iconici, ma che al contempo obbliga la società a rivedere le proprie ambizioni iniziali su più fronti, dalla capienza alla conformazione strutturale.

Le prescrizioni della Soprintendenza: abbassamento e pensilina sotto tutela

Il cuore del parere della Soprintendenza si concentra sulla tutela del valore storico e architettonico dell'opera progettata da Pier Luigi Nervi, un'eredità che vincola qualsiasi intervento di ristrutturazione. Le prescrizioni hanno riguardato in particolare l'altezza del nuovo impianto: per evitare che la struttura finisca per oscurare l'Auditorium e il Palazzetto dello Sport, la Lazio dovrà procedere a un abbassamento di circa dieci metri rispetto al progetto iniziale.

Parallelamente, un altro vincolo fondamentale riguarda la pensilina storica, elemento distintivo del progetto originario di Nervi, che secondo le indicazioni della Soprintendenza dovrà rimanere visibile e non essere alterata nella sua identità architettonica. Queste due condizioni, che mirano a preservare il dialogo visivo tra l'impianto e il contesto urbano circostante, hanno inevitabilmente ricadute sulla capacità complessiva dello stadio.

Capienza ridotta e modifiche al progetto: da 50mila a circa 43mila posti

Le prescrizioni imposte hanno già prodotto un effetto concreto sulla fisionomia del progetto, costringendo la Lazio a rivedere al ribasso le stime relative alla capienza dell'impianto. Se l'ambizione iniziale era quella di dotarsi di un impianto da 50mila spettatori, le nuove indicazioni hanno portato a una riduzione della capacità, attestandosi intorno ai 43mila posti a sedere.

Una modifica che, per quanto possa apparire come un ridimensionamento rispetto ai piani originali, potrebbe rivelarsi funzionale sotto il profilo della sostenibilità logistica: un impianto di dimensioni più contenute consentirebbe infatti di attenuare le criticità legate alla viabilità e alla disponibilità di parcheggi, da sempre annoverate tra i nodi più complessi dell'intera operazione di recupero dell'area. Non si tratta quindi di un mero taglio, ma di un adeguamento che tiene conto tanto delle esigenze di tutela monumentale quanto delle problematiche di carattere urbano.

Reazioni e prospettive: la soddisfazione della Lazio e il recepimento delle indicazioni

Nonostante le modifiche imposte, dalla società biancoceleste è giunta una reazione di grande soddisfazione. In una nota ufficiale, la S.S. Lazio ha accolto il parere della Soprintendenza come un "passaggio significativo" che non solo consente al percorso amministrativo di proseguire, ma rafforza "la prospettiva concreta di restituire alla città di Roma uno dei suoi luoghi più prestigiosi e identitari".

Il club ha dichiarato di voler approfondire con attenzione le prescrizioni ricevute, considerandole preziose indicazioni di lavoro per il team di progettisti impegnati nello sviluppo esecutivo dell'opera. Un lavoro che, come ribadito dalla società, proseguirà nel solco della collaborazione con tutte le istituzioni competenti, con l'obiettivo di far convivere la memoria storica dell'opera di Nervi con una nuova funzione sportiva, culturale e sociale, trasformando il Flaminio in un polo aperto alla collettività e non solo in un impianto riservato al calcio che conta.

Un iter ancora lungo: i prossimi passaggi burocratici

Il via libera della Soprintendenza, sebbene fondamentale, non rappresenta il punto d'arrivo del percorso. Il progetto dovrà ora incassare il riconoscimento del pubblico interesse da parte di Roma Capitale, un passaggio che si inserisce in un quadro di valutazioni che coinvolgono molteplici aspetti, dalla mobilità agli impatti urbanistici. Il Campidoglio stesso ha precisato che le prescrizioni emerse, sia quelle relative alla Soprintendenza sia quelle concernenti la viabilità, dovranno essere oggetto di attenta valutazione e sostanzialmente recepite nella prosecuzione progettuale.

L'operazione, per la quale sono già stati garantiti investimenti significativi, resta dunque subordinata al superamento di una serie di step tecnico-amministrativi; la Lazio, dal canto suo, ha già annunciato la volontà di procedere con determinazione, confidando di poter trasformare in realtà il sogno di una nuova casa per i propri tifosi, restituendo allo stesso tempo un gioiello architettonico alla città di Roma.

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