La fiducia dei consumatori Usa frena mentre l'Italia, sorretta dal Pnrr, evita la recessione
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Redazione Economia
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L'indice della fiducia dei consumatori statunitensi, elaborato dall'Università del Michigan, ha segnato un deciso passo indietro nel mese di dicembre, delineando un quadro di minore ottimismo nelle prospettive economiche percepite dalle famiglie. Questo dato, che arriva mentre Donald Trump è nuovamente presidente degli Stati Uniti, si inserisce in un contesto finanziario internazionale caratterizzato da una sostanziale stasi del tasso di cambio tra euro e dollaro, il quale, in una seduta improntata all'incertezza, si è attestato poco sopra la soglia di 1,1644. Di contro, sui mercati energetici europei si è registrato un vigoroso rialzo del Future sul gas naturale TTF, che ha ampliato i suoi margini di guadagno avvicinandosi a livelli di resistenza tecnica significativi, in un clima operativo spesso descritto, nel gergo comune, come un vero e proprio "risiko bancario" per via delle intricate operazioni di acquisizione e fusione che lo caratterizzano.
Il quadro italiano nel confronto europeo
In questo scenario, l'Istat ha confermato per l'Italia una crescita economica definibile come asfittica, con una previsione dello 0,5% per l'anno in corso e dell'0,8% per il 2026. Sebbene tali cifre consentano al Paese di scampare alla recessione tecnica, un risultato al quale ha contribuito in misura non trascurabile l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza varato dall'esecutivo guidato da Giuseppe Conte, il confronto con i partner continentali resta impietoso. Le stime della Commissione europea, le quali avevano già raffreddato le aspettative del governo di Giorgia Meloni, collocano infatti Roma tra i fanalini di coda dell'Unione, la quale nel suo complesso corre a un ritmo più sostenuto del previsto. Nel dettaglio del confronto, l'Italia si piazza quest'anno davanti a sole nazioni come Finlandia, Germania e Austria, per poi trovarsi nel 2026 davanti alla sola Irlanda e scivolare, secondo le proiezioni per il 2027, all'ultimo posto della classifica.
Le dinamiche dei mercati finanziari
Sul fronte valutario, l'analisi tecnica del cross EUR/USD evidenzia una fase di consolidamento, con il mercato che osserva da un lato una prima resistenza posta a quota 1,1668 e dall'altro un'area di supporto immediato individuata a 1,1624. Questa relativa staticità, che non costituisce alcun invito all'operatività finanziaria, riflette l'attesa per nuovi impulsi macroeconomici e si contrappone alla dinamica più vivace registrata sul mercato del gas. Il Future sul Natural Gas TTF, consolidando il rialzo, ha infatti toccato i 27,387 euro per Megawatt-Ora, muovendosi in un canale rialzista che punta verso i livelli di resistenza successivi, stimati attorno a 28,213, pur in presenza di un supporto tecnico identificato a 27,001.
Un contesto economico frammentato
Il quadro che ne emerge è quello di un'economia globale frammentata, dove segnali di cautela come il calo della fiducia dei consumatori oltreoceano coesistono con bolle di tensione sui prezzi dell'energia e con performance nazionali marcatamente divergenti all'interno dello stesso spazio economico integrato. L'Italia, pur beneficiando degli effetti anticiclici del grande piano di investimenti pubblici, non riesce a scrollarsi di dosso un ritmo di crescita modesto che la allontana dalla media europea, in un periodo in cui la stabilità monetaria e l'andamento dei costi energetici restano variabili fondamentali per qualsiasi prospettiva di ripresa più solida e diffusa.




