Il sindaco Fabbri promette la riassegnazione delle deleghe dopo le dimissioni di Savini, positiva all’alcoltest tre volte oltre il limite
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Redazione Interno
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L’incidente stradale avvenuto lunedì scorso nel territorio di Sermide, in provincia di Mantova, ha innescato una sequenza di eventi destinata a lasciare il segno sull’amministrazione ferrarese. Il sindaco Alan Fabbri, che si trovava a bordo del veicolo guidato dall’allora assessora Francesca Savini, ha annunciato che provvederà “nel più breve tempo possibile” alla riassegnazione delle deleghe lasciate libere dalla sua ex collaboratrice. Un incidente, fortunatamente senza feriti – l’auto è uscita di strada andando a sbattere contro un albero dopo aver sbandato – che ha però rivelato una circostanza giudiziariamente rilevante: Savini, sottoposta all’alcoltest dai carabinieri intervenuti sul posto, è risultata positiva con un tasso di alcol superiore a 1,5 grammi per litro, vale a dire tre volte oltre il limite consentito dalla legge.
Il “gesto di rispetto” del passo indietro
Il primo cittadino, esponente della Lega, ha definito le dimissioni dell’assessora – arrivate a cinque giorni dall’accaduto, una volta che la notizia è stata resa pubblica – “un gesto di rispetto verso le istituzioni”. Una formula, quest’ultima, che prova a incanalare la vicenda entro i binari di una responsabilità politica individuale, senza però scalfire la posizione del sindaco. Fabbri, che nell’impatto è rimasto illeso così come la stessa Savini, non ha fornito ulteriori dettagli sulle dinamiche di quella sera, limitandosi a sottolineare la rapidità con cui intende ridistribuire gli incarichi. La sua promessa di riassegnazione immediata, d’altronde, serve anche a tamponare un vuoto di governo che, per quanto temporaneo, espone l’esecutivo a critiche trasversali.
Il Psi interviene: “Il nostro dissenso resta politico”
Sulla vicenda è intervenuto, attraverso una nota ripresa da Estense.com, anche il segretario provinciale del Psi, Gianni Squarzanti. Il leader socialista ha preso le distanze da qualsiasi lettura meramente moralistica, pur riconoscendo la gravità oggettiva della situazione. “Siamo consapevoli – si legge nella sua dichiarazione – che episodi che coinvolgono amministratori pubblici non appartengono mai del tutto alla sfera privata, perché toccano il senso di responsabilità istituzionale e il rapporto di fiducia con i cittadini”. Un passaggio, questo, che serve al Psi per rilanciare il proprio “dissenso politico” – già manifestato in precedenza verso l’amministrazione Fabbri – senza trasformarlo in un attacco personale alla Savini, della quale pure non si esclude la condotta inaccettabile. Squarzanti evita accuratamente di chiedere ulteriori conseguenze per il sindaco, ma l’insistenza sulla dimensione pubblica dell’accaduto lascia intendere che il caso non verrà archiviato in fretta.
Bufera politica e sviluppi giudiziari aperti
All’arrivo dei carabinieri, dopo lo schianto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più tragiche, per l’assessora è scattata una denuncia, sebbene non siano stati resi noti i termini esatti del procedimento. L’aver preso il volante con un tasso alcolemico tre volte superiore al limite costituisce di per sé un illecito penale, e le sue dimissioni – arrivate “tra il fuoco di fila delle polemiche”, come hanno raccontato le cronache locali – rappresentano un atto dovuto più che una scelta volontaria. Nessuna delle fonti disponibili, tuttavia, fornisce elementi su eventuali provvedimenti disciplinari o sanzioni a carico del sindaco, la cui posizione – vale la pena di notarlo – non è mai stata messa in discussione dagli inquirenti. L’assenza di feriti, per quanto fortunata, non cancella la gravità di un episodio che ha visto due figure istituzionali coinvolte in un incidente con alla guida una persona in stato di ebbrezza. A Ferrara, intanto, si attende ora di capire quali assessori riceveranno le deleghe della Savini, e se la bufera politica lascerà strascichi nelle alleanze di maggioranza.




