La rimonta e il sorpasso: l'Inter Primavera affonda il Betis con una cinquina e vola ai quarti di Youth League

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non è mai semplice, per un gruppo di ragazzi, dover gestire l’entusiasmo di un avvio folgorante senza perdere di vista la solidità, e l’Inter Primavera, al Konami Youth Development Center, ne ha avuto la prova più lampante. La squadra di Benito Carbone, dopo aver chiuso la pratica praticamente in avvio con la doppietta di Iddrissou, si è vista riprendere e superare da un Real Betis vivo e organizzato, per poi trovare la forza di ribaltare tutto in una frazione di secondo tempo semplicemente perfetta. Il 5-3 finale, che vale per il secondo anno consecutivo la qualificazione ai quarti di finale della competizione europea, racconta di una partita pazzesca e di un carattere che va ben oltre l’età dei protagonisti.

Un avvio devastante e la reazione spagnola

La partita sembrava aver preso subito una piega nettamente favorevole ai nerazzurri, che nei primi sei minuti avevano già messo a segno un micidiale uno-due. Un rigore trasformato dallo stesso Iddrissou al 2’ e una sua incornata di testa quattro minuti più tardi avevano fatto pensare a una passeggiata, ma gli spagnoli non si sono sciolti. Anzi, con grande pazienza, hanno preso le misure agli avversari, accorciando le distanze con una punizione di Morante al 32’ e trovando il pareggio al 45’ con Rodrigo Marina, abile a sfruttare una mischia in area. Un primo tempo che si chiudeva sul 2-2 e che lasciava presagire una ripresa di fuoco, e così è stato, perché al 51’ la stessa punta del Betis, Rodrigo Marina, firmava la sua doppietta personale, complice un’azione in cui la difesa di casa è apparsa in affanno, completando la rimonta e gelando l’ambiente.

La riscossa nerazzurra firmata Iddrissou e compagni

Sotto di un gol e con l’inerzia dalla parte degli andalusi, l’Inter avrebbe potuto innervosirsi, ma ha invece mostrato una maturità sorprendente. La reazione è stata veemente e ha riportato la partita in equilibrio al 70’, ancora con un Iddrissou scatenato, che completava la sua tripletta personale e rimetteva i suoi sul binario giusto. Da lì in poi è stata una pressione costante, con gli ingressi dalla panchina che si sono rivelati decisivi: Mancuso, subentrato nella ripresa, ha trovato il gol del sorpasso al 73’, e nel pieno recupero, al 94’, è stato Marello a sigillare il risultato sul definitivo 5-3, trasformando in gioia un forcing che non aveva più concesso respiro agli avversari.

Le scelte di Carbone e la gestione della gara

Carbone, che aveva schierato la squadra con il consueto 4-3-3 e l’esordio europeo di Jakirovic in difesa, ha saputo leggere i momenti di difficoltà. Se l’approccio è stato quello giusto, come lui stesso avrebbe poi commentato, definendolo “devastante”, la gestione del vantaggio ha subito una flessione che il Betis ha sfruttato. Tuttavia, la forza della rosa e la chiarezza delle idee hanno permesso di non sbandare dopo il momentaneo svantaggio. Le sostituzioni, in particolare quella di Mancuso, hanno cambiato il corso della partita, dando freschezza e imprevedibilità all’attacco, mentre la spinta di Marello sulla fascia ha continuato a creare superiorità fino all’ultimo secondo, con il suo gol a suggellare una prestazione di corsa e qualità.

Un passaggio del turno che profuma di impresa

Con questa vittoria, i giovani nerazzurri centrano i quarti di finale e dimostrano di saper convivere con la cosiddetta “pazza Inter”, un’eredità storica del club che sembra tramandarsi di generazione in generazione. La partita contro il Betis resterà negli annali del settore giovanile non solo per il numero di gol, ma per la capacità di rialzarsi dopo essere stati tramortiti, giocando a viso aperto fino all’ultimo respiro. Una prova di forza collettiva, in cui i singoli – su tutti un monumentale Iddrissou – hanno fatto la differenza, ma è stato il gruppo a non perdere mai la bussola, conquistando di diritto un posto tra le migliori otto squadre d’Europa.

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