Spalletti sbotta in una Juve da playoff, l'Atalanta spreca tutto a Bergamo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una serata europea dai due volti, quella che ha visto la Juventus compiere un passo decisivo verso gli ottavi di Champions League, mentre l'Atalanta si è involontariamente giocata gran parte delle sue chance. A Torino, contro un Benfica ben schierato da José Mourinho, i bianconeri hanno faticato non poco prima di imporre la loro qualità, trovando nella ripresa i due gol che valgono la qualificazione matematica ai playoff. Khephren Thuram, con un'incursione in area risolta di potenza, e Weston McKennie, su un'azione ben costruita, hanno dato sostanza a una prestazione di carattere, permettendo alla squadra di agganciare l'Inter in vetta al girone. Luciano Spalletti, dalla panchina, ha vissuto ogni istante con la consueta iper-espressività, gestendo un match che, soprattutto nel primo tempo, ha visto i portoghesi pericolosi in più di un'occasione.

Il nervosismo (a sorrisi) dell'allenatore bianconero

È stato proprio Spalletti, al termine dell'incontro, a regalare il momento più particolare della serata, mostrando una vena di nervosismo – seppur stemperata da un tono volutamente ironico – durante le interviste. Interpellato a bordocampo sulla sua serenità, ha ribattuto con una battuta, affermando di essere "più sereno" della giornalista stessa. Una reazione che, letta tra le righe, sembrava voler scaricare la tensione accumulata in novanta minuti complicati, togliendosi – come ebbe a dire – "qualche sassolino dalle scarpe" dopo le critiche ricevute in alcune uscite precedenti. Il suo show, del resto, non si era limitato alle dichiarazioni, avendo caratterizzato anche la gara stessa, tra esultanze, richiami accesi ai giocatori e un dialogo non proprio pacato con qualche tifoso in tribuna che rumoreggiava durante la fase di stallo.

Il crollo atalantino e il sorpasso mancato

Ben diversa la piega degli eventi a Bergamo, dove l'Atalanta ha sprecato un'occasione d'oro per rinsaldare la sua corsa europea. Davanti all'Athletic Bilbao, i bergamaschi hanno infatti dominato ampie fasi della contesa, costruendo gioco e occasioni, ma sono stati poi puniti da una squadra basca abile nel trasformare le sue rare incursioni. Il 3-2 finale, maturato dopo che i nerazzurri erano sembrati in controllo dell'operato, rappresenta una batosta significativa nel percorso del club, che vede ora allontanarsi la possibilità di un piazzamento diretto tra le prime quattro del girone, costringendoli a un recupero nelle ultime giornate.

Le analisi dopo il fischio finale

Sull'altra partita, i commenti degli addetti ai lavori hanno riconosciuto il valore della vittoria juventina. Alessandro Del Piero, tra gli altri, ha sottolineato la solidità dimostrata dalla squadra nel momento decisivo, definendo la prova come "tosta" ed evidenziando come la maggiore capacità di concretizzare sia stata l'elemento che ha fatto la differenza rispetto a un Benfica pericoloso ma meno freddo sotto porta. Un giudizio che, senza entusiasmi eccessivi, fotografa una squadra che, quando serve, sa trovare le soluzioni per centrare gli obiettivi minimi, come appunto il passaggio del turno, lasciando per la fase successiva le rifiniture del gioco.

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