«Mentre dormivano, l'ha schiacciata nel sonno»: bimba di 10 mesi muore al Gemelli, un'altra tragedia a Stimigliano
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Redazione Interno
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Il racconto del padre, disperato e ancora sotto choc per quanto accaduto, è stato cristallizzato nei verbali della polizia: lui e la figlia di appena dieci mesi si erano addormentati insieme sabato sera, sul divano o nel letto di casa, in un appartamento di Piazza Tevere a Rieti; a un certo punto, nel sonno, si sarebbe girato, finendo involontariamente con tutto il suo peso addosso alla piccola, schiacciandola e impedendole di respirare. Al risveglio, l'uomo – accortosi della scena terribile, con la bambina ormai cianotica e priva di sensi – l'ha immediatamente caricata in auto per correre al pronto soccorso dell'ospedale San Camillo De Lellis, dove i sanitari hanno praticato un massaggio cardiaco per oltre mezz'ora, riuscendo a faticosamente a ripristinare il battito, sebbene la situazione fosse fin da subito apparsa gravissima.
La lotta tra la vita e la morte al Gemelli
Vista la criticità delle condizioni della neonata, resasi necessaria una cura specialistica che solo un centro di alto livello poteva garantire, è stato disposto il trasferimento d'urgenza con un'eliambulanza dell'Ares 118 verso il Policlinico Gemelli di Roma. La bimba è giunta nella terapia intensiva pediatrica della capitale già in coma, con un grave danno cerebrale causato dall'ipossia prolungata – una carenza di ossigeno che aveva ormai compromesso in modo irreversibile le funzioni vitali – e nonostante i disperati tentativi di rianimazione e stabilizzazione da parte dei medici, proseguiti per ore, non c'è stato più nulla da fare: il decesso è stato dichiarato intorno alle 19 di domenica, ponendo fine a un'agonia durata meno di ventiquattr'ore e gettando nello sconforto una famiglia già provata da una vicenda incomprensibile.
Un secondo dramma nel reatino
A gettare un'ombra ancora più fitta sulla provincia di Rieti è giunta, nelle stesse ore in cui la città apprendeva la notizia della piccola deceduta al Gemelli, un'altra notizia di cronaca, altrettanto tragica e avvolta per ora nel mistero: a Stimigliano, una bambina di due anni, di origini nigeriane, è stata trovata senza vita dalla madre all'interno dell'abitazione in cui viveva con i genitori. La richiesta di soccorso è partita immediatamente, ma all'arrivo del 118 e dei carabinieri – informati dalla centrale operativa – la piccola era già morta, e per lei non c'è stato il tempo neppure di tentare un trasporto d'urgenza. La Procura di Rieti, informata dell'accaduto, ha aperto un fascicolo e disposto l'autopsia sul corpicino, unico strumento, in assenza di elementi chiari e in presenza di una famiglia seguita dai servizi sociali, per accertare le cause esatte del decesso e fugare qualsiasi dubbio su quanto accaduto.
Le indagini e i rilievi
Se per la bimba di Stimigliano l'esame autoptico – che verrà eseguito nei prossimi giorni – dovrà fare luce su una dinamica ancora tutta da chiarire, per quanto riguarda la neonata di dieci mesi la procura ha comunque avviato gli accertamenti di rito, ascoltando i familiari e acquisendo la documentazione sanitaria, sebbene al momento l'ipotesi più accreditata, suffragata dalla versione fornita dal padre e dalle prime risultanze cliniche, rimanga quella del tragico e involontario incidente domestico. Entrambe le vicende, pur nella loro diversità, hanno scosso profondamente il territorio, portando alla luce – nel caso di Stimigliano – anche il ruolo dei servizi sociali che già seguivano il nucleo familiare della bimba di due anni, un elemento che gli inquirenti stanno valutando con attenzione per ricostruire il quadro complessivo in cui è maturata l'ennesima tragedia che ha colpito l'infanzia in provincia di Rieti.




