La guerra dei droni che riscrive gli equilibri del conflitto in Ucraina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre il conflitto tra Russia e Ucraina entra in una nuova fase, è nei cieli che si gioca una partita sempre più decisiva, fatta di droni, contromisure elettroniche e attacchi a distanza che ridisegnano le regole dello scontro. Quello che fino a poco tempo fa sembrava un duello asimmetrico si è trasformato in una competizione tecnologica, dove la capacità di colpire lontano dal fronte diventa cruciale. L’operazione "Spider Web", lanciata da Kiev domenica 2 giugno, ne è la prova più evidente: un attacco coordinato con oltre cento droni ha colpito basi aeree russe a migliaia di chilometri di distanza, danneggiando quasi un terzo della flotta di bombardieri strategici di Mosca.

Se le stime ucraine fossero confermate – si parla di 41 aerei colpiti, di cui una decina distrutti – l’impatto strategico sarebbe senza precedenti. Non solo per il danno materiale, ma per il messaggio inviato: la capacità di penetrare in profondità nel territorio avversario, minacciando asset fondamentali per la deterrenza nucleare russa. I blogger filo-governativi di Mosca hanno paragonato l’attacco a una "Pearl Harbour", un parallelo che, al di là della retorica, sottolinea la portata simbolica dell’operazione. La Russia, dal canto suo, ha reagito con uno dei più intensi bombardamenti su Kiev degli ultimi mesi, mentre dal Cremlino arrivano minacce di ritorsioni "inevitabili e devastanti", incluso l’accenno all’opzione nucleare.

Quello che emerge, al di là delle dichiarazioni, è una escalation tecnologica in cui i droni stanno cambiando le regole del gioco. Se all’inizio del conflitto erano strumenti rudimentali, oggi diventano vettori di precisione, in grado di colpire obiettivi sensibili con una coordinazione impensabile fino a poco tempo fa. L’Ucraina, supportata da intelligence occidentale, ha dimostrato di poter colpire non solo le retrovie, ma il cuore stesso della macchina militare russa. D’altra parte, Mosca risponde potenziando le difese antiaeree e sviluppando contromisure elettroniche, in una corsa agli armamenti che non lascia spazio a soluzioni semplici.

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