Bimbo morto soffocato all'asilo, la procura notifica 5 avvisi di garanzia
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Redazione Interno
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La procura aretina ha formalizzato un passaggio cruciale nell'inchiesta sulla morte di Leonardo, il bambino di due anni spentosi per soffocamento all'asilo nido di Soci, notificando cinque avvisi di garanzia. Tra gli indagati, ai quali è stato così comunicato l’avvio formale delle indagini nei loro confronti, figura anche l'educatrice che, dopo essere stata la prima a prestare soccorso al piccolo, è stata a sua volta colta da un malore per lo shock subìto. La misura, che consente agli interessati di nominare i propri consulenti tecnici in vista dell’autopsia sul corpicino, delinea un percorso giudiziario volto ad accertare le responsabilità, per quanto complesse, in una vicenda che ha sconvolto la quiete del paese.
Il tragico incidente e il laccio "vietato da 20 anni"
La dinamica dell’incidente, per quanto ricostruita, non smette di interrogare e angosciare: Leonardo, mentre si trovava nel cortile della struttura per il momento di gioco, è rimasto intrappolato con il cordino della sua felpa, che si è impigliato a una pianta, strangolandolo. A emergere con forza, accanto alla tragedia in sé, è un dettaglio sconcertante che riguarda proprio l’indumento indossato dal bimbo. Quelle felpe con lacci funzionali, infatti, sono state bandite dalla normativa europea in materia di sicurezza per l’infanzia da circa due decenni, poiché considerate un rischio di strangolamento per i più piccoli. La direttrice creativa del brand Monnalisa, interpellata sulla questione, ha confermato senza mezzi termini il divieto, sollevando un interrogativo gravido di conseguenze su come un capo di abbigliamento di quel tipo, ormai fuorilegge da tempo, abbia potuto finire addosso al piccolo.
Le reazioni e il cordoglio del paese
La notizia degli avvisi di garanzia giunge in un momento di profondo lutto collettivo, che ha visto la popolazione di Soci stringersi attorno alla famiglia del piccolo Leonardo. Circa milleduecento persone, infatti, hanno partecipato a una commovente fiaccolata in sua memoria, un fiume silenzioso di luce e dolore che ha attraversato le strade del paese per onorare la brevissima esistenza del bambino. Un’ondata di emotività condivisa, la loro, che testimonia lo sgomento per una morte assurda e la ricerca di una verità giudiziaria che possa, per quanto possibile, fare chiarezza.
Le indagini parallele e la collaborazione
Parallelamente all’azione della magistratura, che procede con le sue indagini per delineare il perimetro delle eventuali responsabilità penali, si è mossa anche la cooperativa alla quale fa capo la gestione dell’asilo nido. L’organizzazione, come riferito, ha avviato verifiche interne autonome, ponendosi in uno stato di piena e totale collaborazione con le autorità. Un approccio, il suo, che sembra voler facilitare il lavoro degli inquirenti, i quali si trovano a dover esaminare una concatenazione di eventi e di possibili negligenze, dalla presenza del capo d’abbigliamento pericoloso fino alla supervisione durante le attività ricreative.




