Kennard show, i Lakers strappano gara 1 a Houston nonostante i forfait

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non era scontato, e forse neppure preventivabile, che i Los Angeles Lakers – privi dei loro due registi principali, Luka Doncic e Austin Reaves – riuscissero a espugnare il Toyota Center in una gara-1 di playoff. Eppure, contro ogni pronostico che li dava in sofferenza senza i due playmaker, i gialloviola hanno costruito una vittoria solida (107-98) sugli Houston Rockets, sfruttando con cinismo l’assenza dell’opposto numero 35, Kevin Durant, fermo per un infortunio al ginocchio destro accusato poco prima del fischio d’inizio. Una circostanza, quest’ultima, che ha finito per squilibrare i piani dei texani e consegnare a Luke Kennard un palcoscenico ideale per trasformarsi nell’eroe di serata.

Kennard nella storia, James regista infallibile

L’eroe, appunto. Perché se c’è un nome che resterà legato a questa partita, quello è il suo: Luke Kennard, guardia classe 1996, ha messo a referto 27 punti con un 9/13 al tiro e un clamoroso 5/5 da tre punti. Un career-high nei playoff che lo ha proiettato in un club esclusivo: nessun Laker, infatti, era riuscito a segnare almeno cinque triple in una gara di post-season senza alcun errore dall’arco dai tempi di Robert Horry, che ci riuscì nel lontano 1997. Dall’altra parte, c’era l’ennesima dimostrazione di classe senza tempo di LeBron James: il numero 23 – al suo 19esimo approdo ai playoff – non ha forzato le conclusioni (19 punti) quanto invece orchestrato la manovra con 13 assist e 8 rimbalzi, una doppia-doppia sfiorata che ha tenuto in pugno il ritmo della partita.

Ayton e Smart spingono, Capela scompare

A completare il quadro offensivo dei Lakers ci ha pensato DeAndre Ayton, autore di una solida doppia-doppia da 19 punti e 11 rimbalzi, mentre Marcus Smart ha aggiunto 15 punti e 8 assist, dimostrando ancora una volta il suo valore nei momenti che contano. Per i Rockets, invece, la serata si è rivelata amara anche sotto il profilo individuale: Clint Capela ha raccolto appena 2 punti e altrettanti rimbalzi in poco più di 11 minuti, un contributo irrisorio che ha pesato come un macigno nella gestione del pitturato. La squadra di Houston, priva del suo terminale offensivo più letale (Durant), ha pagato a caro prezzo la mancanza di alternative credibili, nonostante un tentativo di reazione nel secondo tempo subito rientrato.

L’Ovest si scalda: il caso Minnesota-Denver e le favorite

Questa gara-1, per quanto sorprendente, rappresenta solo un tassello di un tabellone che nella Western Conference si preannuncia già infuocato. Oklahoma City (campione in carica) e San Antonio partono come le grandi favorite, quelle da battere, ma per Denver l’incrocio con Minnesota si presenta come una trappola scivolosa, un’insidia sottovalutata da molti osservatori. Tra i temi ricorrenti di queste prime gare spiccano le triple doppie di Jokic – l’ennesima, quasi una routine – e le serate da protagonista di talenti inattesi come Kennard, capaci di riscrivere i copioni di una notte. I Lakers, nell’attesa di recuperare Doncic e Reaves, hanno già mandato un segnale: nessuna formalità, per loro, esiste.

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