Nba, i Lakers volano in semifinale; Detroit e Toronto si giocano tutto a gara-7
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Redazione Sport
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Non c’è stata partita, a ben vedere, né la minima suspence. I Los Angeles Lakers, trascinati da un LeBron James ancora una volta decisivo (28 punti conditi da 7 rimbalzi e 8 assist), hanno liquidato Houston in gara-6 sul punteggio di 98-78, chiudendo la serie sul 4-2 ed evitando così il rischio – sempre insidioso in questi frangenti – di una gara secca. I Rockets, dal canto loro, hanno pagato a caro prezzo una serata da dimenticare dall’arco: appena il 17 per cento da tre punti, una miseria per una squadra che vive di volume e ritmo. Assente il loro uomo di maggior peso specifico, Kevin Durant, non sono bastati la doppia doppia di Alperen Sengun (17 punti e 11 rimbalzi) o la buona volontà dei rimanenti effettivi per evitare l’eliminazione al primo turno. Ora, per i gialloviola, l’ostacolo successivo si chiama Oklahoma City Thunder, i campioni in carica che li attendono in semifinale di conference.
La notte di Houston: tiro tragico e Lakers implacabili
Il match decisivo, giocato in trasferta, non ha raccontato una storia di equilibrio. Al contrario, è stato il trionfo della sostanza sulla speranza, se vogliamo: i texani hanno infatti ceduto sotto il peso di un secondo tempo trascorso a inseguire fantasmi, incapaci di trovare soluzioni efficaci contro la difesa a zona variabile impostata da coach Redick. Eppure, a guardare i numeri, balza agli occhi un dato crudele: i Rockets hanno realizzato appena 19 punti nella ripresa, un parziale che ricorda certe serate di blackout collettivo, di quelle che ti lasciano senza parole nello spogliatoio. LeBron James, come detto, ha fatto da catalizzatore, ma va dato merito anche a Rui Hachimura (21 punti) e Austin Reaves (15) per aver tenuto alto il ritmo quando il campione usciva dal campo per rifiatare. I Lakers, insomma, hanno messo il muso avanti sin dall’inizio e non hanno più mollato la presa.
Pistons, rimonta da 24 punti a Orlando: è gara-7
Se a Ovest il quadro è già definito, a Est – eccezion fatta per i New York Knicks che hanno chiuso la loro serie – regna sovrano il caos delle partite decisive. I Detroit Pistons, spalle al muro e con l’acqua alla gola, hanno compiuto l’impresa della notte a Orlando: sotto di 24 punti nella ripresa, hanno ribaltato il racconto della partita sfruttando un tracollo offensivo dei Magic, capaci di segnare solamente 19 punti nell’intero secondo tempo. Un crollo psicologico oltre che tecnico, quello dei padroni di casa, che ora si trovano costretti a giocarsi la qualificazione a gara-7 nel palazzetto dei Pistons. Difficile, a questo punto, ipotizzare che Detroit – testa di serie numero uno contro la squadra all’ottavo posto – si lasci sfuggire l’occasione di passare il turno tra le proprie mura, dove l’energia del pubblico può fare la differenza in una partita secca.
Raptors, la tripla folle di Barrett all’overtime: Cleveland ko
Ci si aspetterebbe una chiusura tranquilla, e invece Toronto ha regalato l’istante più folle della notte. A 1.2 secondi dalla fine del tempo supplementare – un supplementare conquistato con le unghie e con i denti – RJ Barrett ha insaccato una tripla impossibile, quella che nasce da un rimbalzo altissimo che tocca il secondo ferro prima di cadergli tra le mani come un dono del cielo. Il tiro è valso il 3-3 nella serie contro Cleveland, costringendo anche questi avversari alla resa dei conti in gara. La tensione, nei minuti precedenti, era stata palpabile: scambi serrati, possessi lunghi, e una difesa dei Cavaliers che sembrava aver trovato le contromisure giuste. Invece, un lampo di improvvisazione ha ribaltato ogni previsione. Ora Raptors e Cavs si giocheranno tutto in una partita, senza più margine d’errore, mentre i Lakers intanto aspettano i Thunder con la certezza – per ora – di avere la miglior versione di James, quella che nelle notti di playoff sa cambiare il corso degli eventi con una penetrazione, un passaggio o una semplice presenza sul parquet.




