Riad propone una tregua di due settimane agli Houthi, ma il gruppo yemenita resta scettico
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Redazione Esteri
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L'Arabia Saudita ha proposto una tregua di due settimane agli Houthi yemeniti, alla quale dovrebbero seguire colloqui diretti tra il Regno e i leader del movimento. La notizia, riportata dal quotidiano libanese al-Akhbar, vicino a Hezbollah, è stata rilanciata dalle principali agenzie internazionali. La proposta sarebbe arrivata tramite mediatori omaniti, al termine di diversi giorni di contatti che hanno coinvolto anche Stati Uniti, Egitto e Pakistan.
Secondo quanto riferito dalle fonti citate dal giornale libanese, gli Houthi avrebbero accolto l'offerta con scetticismo, preferendo puntare a una "soluzione definitiva e completa al conflitto" piuttosto che a una pausa temporanea. La tregua di due settimane, sempre stando a queste indiscrezioni, dovrebbe servire ad aprire un canale per discutere questioni umanitarie e, in caso di accordo, portare a un'annuncio ufficiale.
Il movimento yemenita avrebbe già fatto sapere, attraverso i canali diplomatici, quali siano le condizioni per un cessate il fuoco duraturo. Tra le richieste figurano la fine del blocco aereo, terrestre e marittimo imposto al Paese, il ritiro completo delle forze militari e politiche saudite dal territorio yemenita e l'istituzione di un fondo per risarcire i danni causati dai bombardamenti sulla popolazione e sulle infrastrutture civili. Gli Houthi avrebbero inoltre respinto in passato l'ipotesi di un dialogo yemenita-yemenita mediato da Riad, considerandola un'ingerenza negli affari interni.
Sul piano militare, la notte scorsa la base aerea di Taif, in Arabia Saudita, è stata oggetto di diversi attacchi. All'interno dell'installazione è presente personale italiano impegnato nell'operazione Inherent Resolve. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha reso noto che un velivolo F-2000 italiano è stato colpito mentre si trovava in un'area decentrata della base. "Non vi sono militari italiani coinvolti", ha dichiarato Crosetto, precisando che non risultano altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal personale del contingente.
Il ministro ha inoltre spiegato di aver seguito personalmente l'evoluzione della situazione, in contatto con il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e di aver chiesto un aggiornamento sulle condizioni del personale e sulle possibili opzioni operative. Le misure di sicurezza a tutela dei militari italiani, ha aggiunto, erano già state predisposte da tempo.
Il quadro regionale resta segnato da una forte tensione. Nei giorni scorsi gli Houthi hanno rivendicato attacchi con droni e missili balistici contro infrastrutture petrolifere a Yanbu e contro basi militari nel sud dell'Arabia Saudita, mentre Riad ha intensificato i raid aerei sulle posizioni del movimento nello Yemen. Un attacco attribuito a milizie filo-iraniane in Iraq ha messo fuori uso l'oleodotto Est-Ovest, la principale via alternativa allo Stretto di Hormuz per le esportazioni di greggio saudite.
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