Caso Mercedes, compromesso raggiunto: controlli a caldo dal primo giugno

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   A pochi giorni dal via del mondiale di Formula 1, previsto per l'8 marzo in Australia, la Federazione Internazionale dell'Automobile ha ufficializzato la soluzione che mette fine alla controversia legata al rapporto di compressione dei motori, una vicenda che aveva infiammato l'inverno della massima serie automobilistica. La decisione, assunta all'unanimità dai cinque costruttori di power unit (Mercedes, Ferrari, Honda, Audi e Red Bull Ford) e ratificata dal Consiglio Mondiale, introduce una modifica sostanziale alle procedure di verifica: dal primo giugno 2026, e quindi con sette Gran Premi disputati, il rapporto di compressione non sarà più misurato soltanto a temperatura ambiente, come previsto dalla stesura originaria del regolamento 2026, ma anche a caldo, ovvero a una temperatura operativa di 130 gradi centigradi.

La mossa rappresenta una stretta significativa nei confronti della soluzione tecnica interpretata dalla Mercedes, la cui power unit, secondo le accuse mosse da Audi, Honda e Ferrari, sarebbe in grado di beneficiare – una volta in funzione e quindi a temperature elevate – di un rapporto di compressione vicino al 18:1, superando il limite massimo di 16:1 imposto dalle nuove norme per garantire sostenibilità e attrarre nuovi costruttori. La difesa del team di Brackley, guidata dalle dichiarazioni del team principal Toto Wolff, si era sempre basata sulla piena conformità del propulsore ai test a freddo, gli unici prescritti dal regolamento; un eventuale vantaggio prestazionale, stimato dalla concorrenza in circa dieci cavalli aggiuntivi, si attiverebbe proprio nello scenario d'uso dinamico, non sottoposto a controllo. La FIA, riconoscendo l'esistenza di un'interpretazione difforme rispetto allo spirito della norma, ha lavorato per trovare un punto di caduta che evitasse il protrarsi della querelle e l'eventuale presentazione di reclami formali già dalla prima gara.

Il compromesso raggiunto anticipa di due mesi l'ipotesi di controllo a caldo che era stata discussa nell'ultima riunione della F1 Commission in Bahrain, la quale prevedeva l'entrata in vigore della nuova misurazione a partire dal primo agosto. L'accelerazione impressa alla soluzione, che vedrà i primi controlli combinati (freddo e caldo) già dal Gran Premio di Monaco, è frutto della pressione esercitata dai motoristi rivali, determinati a non concedere alla Mercedes un vantaggio competitivo per un terzo di campionato. Il fatto che la modifica sia passata all'unanimità, inclusi evidentemente il consenso della stessa Mercedes, dimostra la volontà collettiva di archiviare la vicenda e di presentarsi al via della stagione con un quadro regolamentare più solido e condiviso, limitando al massimo il periodo in cui la verifica rimane ancorata al solo parametro ambientale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.