Olbia, trovato morto su uno yacht il 21enne Giovanni Marchionni: indagano i carabinieri
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Redazione Interno
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Nella Marina di Portisco, a pochi chilometri da Olbia, la mattina dell’8 agosto è stato rinvenuto senza vita il corpo di Giovanni Marchionni, 21 anni, originario di Bacoli, nella città metropolitana di Napoli. Il giovane era all’interno della cabina di prua di un motoscafo di 17 metri, dove – secondo le prime ricostruzioni – avrebbe respirato esalazioni tossiche provenienti dal wc chimico dell’imbarcazione. La Procura di Tempio Pausania ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, mentre i militari dell’Arma stanno verificando le circostanze in cui si trovava a bordo e il suo eventuale rapporto di lavoro.
L’autopsia, affidata al medico legale Francesco Serra e prevista per mercoledì 14 agosto all’ospedale di Sassari, dovrà accertare le cause precise del decesso. Intanto, un amico del ragazzo ha raccontato che Marchionni era sullo yacht per lavoro: «Doveva occuparsi della guida e delle pulizie, con un impegno di circa due settimane tra Ponza e la Sardegna». Lo spazio in cui dormiva, descritto come angusto, era situato a prua, con un bagno accessibile solo ripiegando il letto.
Nel frattempo, i porti di Baia, Pozzuoli, Procida e Gaeta hanno reso omaggio al giovane skipper con le sirene delle imbarcazioni suonate in coro. Domani sera, a Baia, è prevista una veglia in sua memoria sul piazzale affacciato sull’arenile. Gli avvocati della famiglia, Maurizio Capozzo e Gabriele Satta, sostengono che Marchionni fosse regolarmente impiegato come skipper, mentre le indagini dovranno chiarire se vi fossero irregolarità contrattuali.




