Morto dopo il taser a Olbia, l'autopsia conferma l'arresto cardiaco

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L’autopsia sul corpo di Gianpaolo Demartis, il 57enne deceduto a Olbia dopo essere stato immobilizzato con un taser dai carabinieri, ha accertato – come riferiscono le prime indiscrezioni – che la causa del decesso è da attribuirsi a un arresto cardiaco. L’esame, eseguito all’istituto di medicina legale di Sassari, avrebbe inoltre portato alla luce alcuni problemi di salute pregressi dell’uomo, sebbene la Procura di Tempio, che coordina le indagini, abbia disposto una serie di accertamenti supplementari i cui esiti, che richiederanno all’incirca sessanta giorni, saranno determinanti per stabilire una connessione certa tra l’uso del dispositivo e l’esito fatale.

L’episodio, che ha scosso la cittadina gallurese, risale alla serata di sabato 16 agosto, quando i militari sono intervenuti nel quartiere di Santa Mariedda dopo le chiamate di diversi residenti alle prese con un uomo in evidente stato di alterazione psicofisica, il quale, stando a quanto ricostruito, stava aggredendo i passanti. Il tentativo di bloccarlo, durante il quale è stato utilizzato il taser in dotazione, si è concluso con il malcapitato che, ormai in ambulanza, ha perso conoscenza per poi spirare poco dopo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.