Lucy Liu a Locarno: tra carriera, Tarantino e il nuovo film "Rosemead"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nella cornice del Locarno Film Festival, dove le luci del lungolago si mescolano alle proiezioni serali, Lucy Liu ha ripercorso i tratti salienti di una carriera che l’ha portata dagli esordi hollywoodiani alla regia, passando per collaborazioni con autori del calibro di Quentin Tarantino e Steven Soderbergh. Dopo aver ricevuto il "Pardo alla carriera", l’attrice – che nel suo ultimo lavoro, Rosemead, interpreta il doppio dramma di una madre divisa tra identità e perdita – ha dialogato con il pubblico, svelando retroscena e aneddoti di un percorso artistico tutt’altro che lineare.
«Avevo le idee chiare, ma non immaginavo che un provino in un ristorante thailandese mi avrebbe cambiato la vita», ha raccontato Liu, riferendosi all’incontro con Tarantino per Kill Bill: Volume 1. «Era lì, sul Sunset Boulevard, con la sceneggiatura in mano e la passione di chi vuole rivoluzionare il cinema. Recitò ogni parte, compresa la mia, tra i tavoli del locale. Quando mi propose di combattere Uma Thurman, non esitai». Quella scelta, come altre successive – dalle Charlie’s Angels alla serie Elementary – dimostra una versatilità che pochi riescono a mantenere senza scivolare nella ripetizione.
Dietro la macchina da presa, Liu ha esplorato temi sociali come nel corto Meena, dedicato al traffico di esseri umani, mentre con Rosemead affronta un dramma intimo e universale insieme. «Le radici emotive della storia mi hanno conquistata», ha spiegato Eric Lin, direttore della fotografia del film, sottolineando come il progetto abbia beneficiato della sensibilità dell’attrice-regista. Per i distributori, il riconoscimento del pubblico locarnese – noto per il suo gusto eclettico – rappresenta un segnale positivo per l’arrivo del film nelle sale.




