Gabriele Muccino presenta a Bologna 'Le cose non dette', un film tra sentimenti e thriller
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Gabriele Muccino, il cui stile narrativo è da sempre riconoscibile per la capacità di tradurre in immagini le pulsioni più intime, arriva a Bologna per presentare il suo ultimo lavoro, "Le cose non dette", uscito nelle sale proprio in questi giorni. L'appuntamento, che si è tenuto venerdì 30 gennaio, ha visto il regista coinvolto in un doppio passaggio: prima alla sala Cinema Fossolo, che ha riaperto una delle sue sale al pubblico, e successivamente all'Odeon, dove ha risposto alle domande del pubblico al termine della proiezione serale. Un percorso che ha segnato, in un certo senso, un ritorno a quelle atmosfere e a quei temi che venticinque anni fa caratterizzarono pellicole come "L'ultimo bacio", sebbene in questo caso la trama si arricchisca di un'impronta thriller che ricorda, per tensione e costruzione, opere come "Match Point".
Un cast di rilievo e un debutto promettente
Nel cast, che annovera nomi di spicco come Stefano Accorsi, il quale ha dichiarato di aver "dato il massimo" per questo progetto, figurano anche Carolina Crescentini, Miriam Leone e Claudio Santamaria. Tra loro, spicca il debutto di Beatrice Savignani, attrice ternana di soli ventun anni, chiamata a interpretare il ruolo di Blu, un personaggio destinato a sconvolgere gli equilibri della coppia formata da Carlo ed Elisa, interpretati rispettivamente da Accorsi e dalla Leone. La storia, che muove i suoi passi tra quelli che sono stati definiti "silenzi tossici" e il rifiuto di affrontare lo scorrere del tempo, costruisce un climax narrativo in cui i figli, in un gioco di percezioni distorto, possono diventare quasi delle presenze minacciose, guidando il film verso un finale dai toni intensi e sospesi.
La location romana che diventa set cinematografico
Una parte non marginale della pellicola ha trovato la sua ambientazione all'Antica Pesa, storico ristorante di Trastevere gestito dalla famiglia Panella dal 1922, che per l'occasione è stato trasformato in un vero e proprio set. Francesco Panella, imprenditore e volto noto della televisione, ha condiviso sui social l'emozione provata nel vedere "alcune scene del film prendere vita proprio all'Antica Pesa", sottolineando come l'esperienza abbia regalato momenti di particolare intensità. La scelta di questa location non fa che aggiungere un tassello di autenticità a una produzione che Muccino ha voluto fortemente "old style", concentrandosi sulle dinamiche relazionali e su quei non detti che, accumulandosi, finiscono per definire il corso delle esistenze.
La cifra stilistica di un autore consolidato
Il lavoro di Muccino, definito "grandioso" da chi ne segue la carriera fin dagli esordi, conferma quindi la volontà dell'autore di scavare nella complessità dei sentimenti, utilizzando un linguaggio visivo frenetico e ricco di sequenze che mirano a catturare la molteplicità delle emozioni umane. Senza cadere in facili riproposizioni, "Le cose non dette" si propone come un'evoluzione naturale del suo cinema, mescolando il dramma sentimentale a una struttura più serrata, dove ogni dialogo e ogni silenzio sono calcolati per generare un progressivo senso di inquietudine. Il film, nel suo insieme, rappresenta un tassello significativo nel panorama cinematografico attuale, dimostrando come si possa parlare di rapporti umani senza rinunciare a un ritmo incalzante e a una regia che non teme di sporcarsi le mani con le zone d'ombra della psiche.




