Max Angioni a Pasqua su Italia 1 con lo spettacolo teatrale “Anche meno”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Domenica 5 aprile, in una serata che tradizionalmente richiama le famiglie davanti allo schermo, Italia 1 ha deciso di scommettere sulla comicità diretta e senza filtri di Max Angioni. Il cabarettista comasco, volto ormai noto al pubblico grazie al bancone de “Le Iene”, porta in prima serata “Anche meno”, il suo ultimo lavoro teatrale registrato al TAM – Teatro Arcimboldi di Milano. Si tratta di un passaggio significativo per un comico che, partito dai palchi underground e dai circuiti dei locali, ha costruito una carriera solida fatta di sold out e una presenza costante nel panorama televisivo italiano. Lo spettacolo, che ha già superato le cinquanta date in giro per la penisola, si prepara quindi a incontrare un pubblico più ampio, quello che magari non ha avuto la possibilità di vederlo dal vivo ma che ne conosce il ritmo serrato e l’autoironia tagliente.

Un racconto del quotidiano tra improvvisazione e domande esistenziali

Sul palco dell’Arcimboldi, Angioni non si limita a recitare un copione preconfezionato; al contrario, “Anche meno” è costruito come un vero e proprio viaggio dentro le pieghe della normalità. Lui stesso, del resto, ha spesso raccontato di come la sua scrittura nasca da osservazioni minuziose della vita di tutti i giorni, da quelle piccole sfighe che capita a chiunque fino alle incongruenze delle relazioni sociali contemporanee. Il Titolo, quasi un manifesto filosofico che invita a ridimensionare le ansie della performance costante, fa da sfondo a battute che spaziano dai ricordi delle “prime volte” – un classico della stand-up – fino allo sconcerto per le grandi conquiste umane, rilette però con lo sguardo stralunato di chi si chiede: ne valeva davvero la pena? E poi le domande sulla storia, sul senso della vita, sull’assurdità di certi rituali quotidiani: tutto viene passato al setaccio, con un ritmo che alterna momenti di riflessione a folate di puro nonsense.

L’arte dell’interazione e la cifra dell’inviato de “Le Iene”

Chi ha avuto modo di seguire Angioni sa che il suo punto di forza risiede nella capacità di creare un contatto immediato con la platea, un’interazione che rende ogni replica dello spettacolo un evento unico e irripetibile. Questa dote, affinata negli anni tra i banchi dell’Accademia del Comico e le esperienze in trasmissioni come “Zelig” o “Italia’s Got Talent” (dove si piazzò secondo), emerge con prepotenza anche nella registrazione televisiva. L’improvvisazione, che a volte nei prodotti confezionati per la tv viene sacrificata, qui sembra essere stata preservata come un valore aggiunto. Non c’è mai una sensazione di meccanicità, semmai quella di assistere a un dialogo aperto, dove Angioni usa se stesso come bersaglio principale. La sua autoironia, del resto, non è mai fine a se stessa ma diventa uno strumento per abbattere le barriere, per far sentire lo spettatore a casa anche quando si affrontano i temi più disparati, dalla psicoterapia alle difficoltà dei traslochi, fino ai ricordi legati ai propri cari.

Un fenomeno nato dal web e consacrato dal teatro

La scalata di Max Angioni è stata rapida ma non improvvisata. Partito come animatore per feste di bambini – un’esperienza che lui stesso definisce formativa per capire il valore della risposta immediata del pubblico – ha saputo sfruttare il periodo del lockdown per affinare la sua scrittura e farsi conoscere online, trattando argomenti scottanti come la religione con un rispetto dissacrante che lo ha reso virale. Oggi, a distanza di pochi anni, la sua presenza su Italia 1 in prima serata rappresenta la naturale evoluzione di un percorso che lo ha visto conduttore accanto a Veronica Gentili, portando nel programma “Le Iene” quella vena leggera ma non superficiale che caratterizza il suo modo di fare comicità. “Anche meno”, in questo senso, è il punto di arrivo di un’estetica: quella che trasforma le insicurezze in materia prima e i dubbi esistenziali in occasione di risate collettive.

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