GP del Brasile, la sprint è di Marquez: rimonta su Di Giannantonio e Aprilia da urlo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il primo vero assaggio della stagione 2026, sulla pista di Goiania, ha restituito un verdetto chiaro per quanto concerne i valori in campo, sebbene con qualche variabile di percorso che ha richiesto un supplemento di pazienza a organizzatori e squadre. Il ritardo accumulato nel programma del sabato, dovuto alla comparsa di una voragine nell’asfalto che ha reso necessaria un’operazione di rattoppo in piena giornata, aveva generato comprensibile apprensione ai box; una volta risolto il problema tecnico, tuttavia, lo spettacolo non ha tradito le attese. Allo spegnersi dei semafori, è stato Fabio Di Giannantonio – partito dalla pole position, la seconda in carriera dopo quella conquistata al Mugello nel lontano 2022 – a prendere il comando delle operazioni, confermando le buone sensazioni emerse già nelle qualifiche del mattino. Il pilota romano, reduce da un venerdì complicato che lo aveva costretto a passare attraverso il setaccio del Q1, ha dovuto vedersela quasi subito con un avversario insidioso: Fabio Quartararo, scattato con la sua Yamaha dalla seconda fila, gli si è incollato alle spalle precedendo un Marc Marquez inizialmente in terza posizione.

La rimonta del campione e lo studio tattico

La resistenza del francese, però, era destinata a esaurirsi nel giro di pochi passaggi. Quartararo, pur consapevole di aver firmato un sorpasso su Marquez dal quale traeva un certo grado di soddisfazione personale – come avrebbe poi dichiarato a caldo, sottolineando di non aver perso lo smalto – non disponeva del passo per tenere il ritmo dei primi. Una volta lasciato strada al campione del mondo spagnolo, la gara si è trasformata in un inseguimento serrato: Marquez, dopo avergli preso le misure, si è messo sulle tracce di Di Giannantonio con l’obiettivo di studiare i punti deboli del rivale, annullando un divario che a un certo punto aveva raggiunto il secondo e mezzo. La strategia paziente ha pagato nel finale, quando l’otto volte iridato ha operato il sorpasso decisivo, transitando per primo sotto la bandiera a scacchi sventolata dall’ex calciatore Cafù. Per Marquez si tratta della prima affermazione nella seconda sprint stagionale, un successo costruito più sulla gestione delle risorse che sull’attacco frontale nei primi giri.

Di Giannantonio: “Ho sbagliato io, podio giusto così”

Dall’altra parte del box, l’amarezza per la rimonta subita si è mescolata alla consapevolezza di aver comunque portato a termine un fine settimana in crescendo. Di Giannantonio, dopo aver conquistato la seconda pole della carriera in mattinata, ha chiuso il sabato brasiliano con un secondo posto nella gara breve, un risultato che – a suo dire – rappresentava il minimo sindacale considerato il potenziale espresso. Il pilota italiano ha ammesso senza giri di parole di aver commesso un errore in gara, un’imperfezione che ha fornito a Marquez la chance per infilarsi; nella sua analisi, non è stato tanto l’avversario a fare la differenza quanto un proprio calo di attenzione in un frangente cruciale. Nonostante l’occasione sfumata per la vittoria, Di Giannantonio ha rivendicato la bontà del lavoro svolto dal venerdì, quando la situazione sembrava decisamente più ingarbugliata, sottolineando come portare a casa il podio, indipendentemente dal nome di chi lo tallonava, fosse l’obiettivo prioritario.

Aprilia sotto i riflettori, la Yamaha cerca conferme

La classifica della sprint, al di là del duello per il gradino più alto del podio, ha offerto un’altra indicazione di rilievo per quanto riguarda le gerarchie costruttori. Il marchio di Noale ha piazzato tre moto nei primi cinque posti, un risultato che certifica la bontà del progetto tecnico in questa prima fase dell’anno e che ha permesso di accumulare punti pesanti in ottica campionato. Sul fronte opposto, Quartararo ha chiuso in sesta posizione dopo un avvio folgorante: il francese, pur dovendo cedere terreno ai rivali più veloci nel corso dei giri, ha mostrato un passo in avanti rispetto alle difficoltà incontrate in altre occasioni, trovando comunque il modo di tenere alto il morale per la gara lunga di domenica. Per la Yamaha, la capacità di inserirsi nel gruppone di testa nelle fasi iniziali rappresenta un segnale incoraggiante, anche se la gestione della gara lunga resta il vero banco di prova per valutare la competitività effettiva.

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