Polonia, la vittoria di Nawrocki conferma la spaccatura nel paese
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Redazione Esteri
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Karol Nawrocki, sostenuto dal partito conservatore Diritto e Giustizia (PiS), ha vinto le elezioni presidenziali in Polonia con un margine risicato: il 50,9% dei voti contro il 49,1% del liberaldemocratico Rafal Trzaskowski, candidato della Coalizione Civica, forza di maggioranza al governo. Un risultato che, seppure di misura, ribadisce la polarizzazione di un paese diviso tra sovranismo e europeismo, tra nostalgie autoritarie e aperture occidentali.
La vittoria di Nawrocki – figura relativamente nuova sulla scena politica – dimostra come, nei territori un tempo sotto l’influenza sovietica, l’appeal del nazionalismo populista resista nonostante le alternanze al governo. Il suo successo arriva in un momento delicato per l’Europa, dove il vento sovranista soffia con intensità variabile: dall’Olanda, dove il governo è caduto dopo l’ascesa della destra xenofoba, all’Italia, che cerca di conciliare spinte autonomiste e integrazione continentale.
Quella di Donald Tusk, intanto, appare sempre più come una sconfitta strategica. L’ex presidente del Consiglio europeo, tornato alla guida della Polonia nel 2023 dopo anni di esecutivi PiS, aveva riportato Varsavia nel cuore delle dinamiche Ue, rinsaldando il triangolo di Weimar con Francia e Germania e riavvicinando il Regno Unito alle politiche di difesa comune, specie in sostegno all’Ucraina. Eppure, nonostante gli sforzi in politica estera, l’elettorato interno ha premiato chi rappresenta una linea diametralmente opposta.
La cosiddetta «sindrome di Gorbaciov» – l’incapacità di un leader riformatore di ottenere consenso in patria nonostante il prestigio internazionale – sembra aver colpito anche Tusk. La sua immagine, accanto a Macron, Starmer e Merz sul treno per Kiev, rischia di diventare il simbolo di un’epoca già conclusa. Nawrocki, al contrario, incarna la continuità con l’era Duda, che lascerà la presidenza il 6 agosto dopo un mandato segnato da scontri con Bruxelles e derive illiberali.




