Batteria auto elettrica, come preservarne la durata quando arriva l'inverno
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Le auto elettriche, ormai una presenza consolidata sulle nostre strade, vedono la propria efficacia messa alla prova dai mesi più freddi, un periodo che, com'è noto, mette a dura prova il cuore pulsante di ogni veicolo a zero emissioni. Il freddo, agendo sui processi elettrochimici interni, può ridurre sensibilmente l'autonomia disponibile e, se non si adottano alcune semplici accortezze, accelerare quel processo di degrado che ogni proprietario desidera scongiurare. È proprio la batteria, del resto, l'elemento sul quale si concentrano le maggiori preoccupazioni, legate a costi di sostituzione che possono raggiungere cifre considerevoli, sebbene studi recenti stiano iniziando a dipingere un quadro più rassicurante sulla loro longevità effettiva.
Cinque strategie per una batteria in salute
La prima regola, spesso trascurata, consiste nel mantenere il veicolo collegato alla rete elettrica quando le temperature scendono significativamente; questo semplice accorgimento permette al sistema di gestione termica di attingere energia dalla colonnina e non dalla batteria stessa, preservandone la carica utile per la guida. Parcheggiare l'auto in un garage, anche se non riscaldato, offre una protezione non indifferente contro gli estremi climatici, creando un microclima più mite che riduce lo stress termico sui componenti. È buona norma, inoltre, impostare il riscaldamento dell'abitacolo mentre l'auto è ancora in carica, un'operazione che consente di partire con l'interno già confortevole senza aver intaccato, neppure in minima parte, l'energia immagazzinata nel pacco batterie.
La guida e la ricarica intelligenti
Anche lo stile di guida assume un'importanza cruciale durante l'inverno, poiché accelerazioni brusche e frenate frequenti sollecitano eccessivamente l'accumulatore, il quale, già in condizioni di temperatura non ottimali, fatica a erogare e a recuperare energia con la stessa efficienza. Utilizzare le funzioni di riscaldamento dei sedili e del volante, qualora presenti, rappresenta una scelta più efficiente rispetto al affidarsi esclusivamente all'impianto di climatizzazione, poiché questi dispositivi consumano una quantità di energia decisamente inferiore. Quando si ricarica, infine, è preferibile farlo poco dopo aver guidato, approfittando del calore residuo della batteria, che in quello stato accetta la corrente più rapidamente e con minore sforzo, un dettaglio non da poco per la sua salute a lungo termine.
I dati che confortano i proprietari
Le preoccupazioni sull'usura precoce, seppur comprensibili, trovano un contrappunto in analisi condotte su flotte di veicoli reali, le quali evidenziano come gli episodi di sostituzione completa dell'accumulatore siano eventi statisticamente rari. Un caso che ha fatto discutere, per esempio, è quello di una BMW elettrica la cui batteria, dopo tre anni di utilizzo, manteneva ancora oltre il novanta per cento della sua capacità originaria, un dato che va a sfatare il timore di un decadimento rapido e ineluttabile. Questi riscontri, se da un lato non eliminano la necessità di una manutenzione attenta, dall'altro offrono una prospettiva più serena a chi, investendo in una mobilità diversa, vuole essere certo di fare una scelta duratura.




