The Italian Sea Group, il cantiere di Spezia in vendita per far fronte alla crisi
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Redazione Economia
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Il cantiere navale The Italian Sea Group, specializzato nella costruzione di superyacht di lusso, ha ufficialmente avviato la vendita di uno dei suoi asset principali per tamponare una crisi finanziaria che ne ha eroso il capitale sociale ben al di sotto dei minimi di legge. L’amministratore delegato, Giovanni Costantino, ha incontrato i rappresentanti delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil per comunicare formalmente la decisione, confermando quella che ormai era nell’aria da settimane: lo stabilimento situato alla Spezia è stato messo sul mercato, mentre circolano già manifestazioni di interesse da parte di almeno cinque potenziali acquirenti. L’incontro, che si è tenuto nella tarda serata di ieri, ha visto un’ampia partecipazione dei vertici aziendali e dei legali, i quali hanno illustrato lo scenario attuale e le mosse che Tisg intende mettere in campo per gestire l’emergenza, evitando così il tracollo totale di una realtà che dà lavoro a oltre settecento dipendenti diretti, senza contare l’indotto.
Il capitale sociale sotto la soglia dei 50mila euro
La situazione patrimoniale della società appare particolarmente deteriorata, se si considera che il consiglio di amministrazione, riunitosi a Marina di Carrara, ha accertato ufficialmente perdite tali da ridurre il capitale sociale al di sotto del minimo legale stabilito dall’articolo 2327 del codice civile. Secondo le prime ricostruzioni, un tempo fissato in 26,5 milioni di euro, il capitale sarebbe crollato a una cifra inferiore a 50mila euro; un tracollo che ha costretto l’organo amministrativo a convocare senza indugio l’assemblea degli azionisti per deliberare in merito. L’entità esatta del passivo, come precisato nella nota diffusa al termine del CdA, è ancora in fase di quantificazione finale, poiché dipende da accertamenti peritali e contabili attualmente in corso, ma il dato certo che emerge dalle rilevazioni preliminari è che la perdita ha già ampiamente superato la soglia di guardia. In conseguenza di questo accertamento, il consiglio ha deliberato l’attivazione immediata delle misure protettive previste dall’articolo 20 del Codice della Crisi d’Impresa, una mossa che concede un ristoro temporaneo dalle azioni esecutive dei creditori mentre si cerca di rimettere in sesto i conti.
La vendita dell’asset spezzino e il piano di risanamento
Per provare a tamponare la situazione, il management ha quindi deciso di procedere alla cessione del cantiere ligure, ritenuto un asset non più strategico per la continuità aziendale, mentre il sito produttivo di Marina di Carrara, almeno per il momento, rimarrebbe operativo. I sindacati, al termine del faccia a faccia con Costantino, hanno riferito che l’azienda sta comunque portando avanti una complessa opera di rinegoziazione con gli armatori, volta a recuperare parte degli extra-costi che hanno affossato la marginalità delle singole commesse; ad oggi, solo due contratti su quindici sarebbero stati conclusi, per un importo complessivo di circa 5,6 milioni di euro recuperati. Il piano di risanamento, le cui linee guida sono state approvate dal consiglio, prevede inoltre la rivalutazione del patrimonio immobiliare aziendale e punta a un possibile accordo favorevole con l’amministrazione finanziaria, nella speranza di riportare l’equilibrio patrimoniale in attivo entro la fine dell’esercizio corrente. Il CdA, prendendo atto delle cause della crisi, ha ribadito quanto già reso noto al mercato nei mesi scorsi, e cioè che il disastro sarebbe riconducibile a una “gestione infedele di determinati manager apicali”, i quali avrebbero agito in coordinamento tra loro all’insaputa del vertice.
L’inchiesta interna e i riflessi sull’indotto
Proprio su questo fronte, la due diligence forense affidata a Kpmg Advisory ha subito un rallentamento a causa della priorità data alle operazioni di salvataggio e della riduzione del primo livello del management, per quanto prontamente ripristinato dalla società. Il completamento delle verifiche, che dovrebbero accertare eventuali responsabilità penali o civili nell’esplosione dei costi, è atteso solamente per la fine di giugno o l’inizio di luglio 2026, a meno di ulteriori slittamenti legati alla difficile reperibilità delle informazioni storiche. A pesare sulle casse dell’azienda, non va dimenticato, è stato anche il maxi-incidente della Bayesian, il veliero di lusso affondato nell’agosto del 2024 che costò la vita a sette persone e che era stato costruito da Perini Navi, un marchio poi assorbito da Tisg. Intanto, nel mirino dei sindacati restano i ritardi nella ripartizione delle commesse ferme – solo due su diciassette sono ripartite – e la preoccupazione per le quindici figure che, secondo la versione fornita dall’azienda, sarebbero uscite tra dimissioni e licenziamenti negli ultimi mesi. L’intera partita si gioca dunque sulla capacità di Costantino e dei suoi legali di convincere armatori e creditori a sedersi al tavolo, mentre l’ombra della liquidazione giudiziale si allontana solo se il piano di risanamento terrà botta alle scadenze imposte dal tribunale di Firenze.




