Garlasco, trovato un martello nel canale: potrebbe essere l’arma del delitto
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Redazione Interno
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A quasi 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco potrebbe registrare una svolta decisiva. Un martello, rinvenuto mercoledì 14 maggio nel canale scolmatore di Tromello, è ora al centro delle analisi degli inquirenti, che cercano di verificare se sia compatibile con l’arma del delitto. Il ritrovamento è avvenuto durante le operazioni di dragaggio condotte nei pressi della casa dove un tempo viveva la nonna delle cugine di Chiara, le gemelle Stefania e Paola Cappa.
Gli investigatori, che hanno mantenuto un rigoroso riserbo, considerano l’oggetto particolarmente rilevante: nella villa di Garlasco dove Chiara fu uccisa, nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2007, mancava proprio un martello. Se le analisi confermassero tracce biologiche o altre prove forensi significative, si aprirebbe un nuovo fronte nelle indagini, finora basate su un impianto accusatorio che ha portato, nel 2015, alla condanna definitiva di Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima.
Parallelamente, proseguono le perquisizioni nelle abitazioni di Andrea Sempio – già coinvolto nelle indagini – e di due suoi amici, oltre che in quelle dei genitori delle gemelle Cappa. Sono stati sequestrati computer e telefoni, mentre i magistrati esaminano una serie di messaggi che potrebbero ridisegnare l’intera vicenda. Tra questi, 280 comunicazioni inviate da Paola Cappa a un amico milanese, nelle quali emergerebbero toni inquietanti e possibili manovre per deviare le indagini. In uno dei passaggi, la stessa Paola avrebbe scritto: “Mi sa che abbiamo incastrato Stasi”, sollevando dubbi sulla solidità delle prove che hanno condotto alla condanna.




