Israele avvia l’occupazione di nuove aree di Gaza, Trump ipotizza trasferimento forzato in Libia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’esercito israeliano ha intensificato le operazioni militari nella Striscia di Gaza, confermando l’avvio di quella che definisce "l’espansione strategica" dell’offensiva "Carri di Gedeone", annunciata dal premier Benjamin Netanyahu nelle scorse settimane. Le truppe hanno preso il controllo di diverse zone, compresi quartieri residenziali nel nord dell’enclave, mentre i bombardamenti – descritti da fonti locali come "i più violenti degli ultimi mesi" – hanno colpito Khan Younis, Jabalya e Deir al Balah. Secondo testimonianze raccolte da media indipendenti, gli attacchi aerei e di artiglieria hanno causato vittime civili, sebbene il numero esatto rimanga difficile da verificare a causa delle restrizioni imposte ai giornalisti.

Parallelamente, circolano indiscrezioni – non confermate ufficialmente – su un presunto piano discusso dal presidente americano Donald Trump con autorità libiche, che prevedrebbe il trasferimento forzato di almeno un milione di palestinesi verso la Libia. Fonti vicine al governo di Tripoli hanno smentito ogni accordo, ma la notizia, riportata da alcuni media arabi, ha alimentato polemiche internazionali. Intanto, il Qatar – mediatore chiave nelle trattative per il rilascio degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas – ha accusato Israele di "minare i negoziati" attraverso i continui raid, definiti "senza giustificazione militare" dal primo ministro qatarino.

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