L’ambasciata russa a Roma attacca Meloni: "La crisi del diritto non è colpa di Mosca ma delle bugie occidentali"
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Redazione Esteri
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La replica della rappresentanza diplomatica di Mosca non si è fatta attendere e, attraverso un post pubblicato sulla propria pagina Facebook, ha duramente contestato la ricostruzione fornita dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la quale in un'intervista rilasciata al Tg5 aveva definito l'attuale crisi del diritto internazionale come una diretta conseguenza dell'aggressione russa ai danni dell'Ucraina. Per i diplomatici russi, una tale lettura dei fatti rappresenterebbe una semplificazione non solo inaccettabile ma anche volutamente mistificante, giacché occorrerebbe, a loro avviso, spostare l'asse dell'analisi sulle reali responsabilità occidentali.
La sede diplomatica, con una nota piuttosto articolata e densa di riferimenti storici, ha infatti rovesciato l'accusa, sostenendo che la fonte primaria dello sfaldamento degli equilibri internazionali e del sistematico vilipendio della Carta delle Nazioni Unite sia da rintracciarsi in quella che viene definita una sequela di menzogne propagandate dai paesi occidentali per giustificare le loro avventure militari. Viene quindi elencata una serie di interventi armati, descritti come brutali e immotivati, che avrebbero nel tempo minato la credibilità del diritto internazionale: si parte dall'aggressione alla Jugoslavia del 1999, si prosegue con l'invasione dell'Iraq del 2003, si arriva all'intervento in Libia del 2011 e, infine, si cita il caso dell'Iran per l'anno in corso, il 2026, creando una linea di continuità che, secondo Mosca, vedrebbe l'Occidente nel ruolo di costante aggressore.
La replica, insomma, non si limita a una secca smentita, ma tenta di riformulare l'intera cornice del dibattito, spostando l'attenzione da quanto accade in Ucraina, e quindi dalle responsabilità di Mosca, a quanto l'Occidente avrebbe commesso negli ultimi decenni, quasi a voler stabilire una sorta di equiparazione morale tra le parti. La premier, nel suo intervento televisivo, aveva espresso una profonda preoccupazione per il contesto generale, sottolineando come il caos attuale fosse una conseguenza inevitabile dell'atto di un membro permanente del Consiglio di Sicurezza che decide di attaccare deliberatamente un paese vicino, ma i russi rigettano con forza questa interpretazione. Le parole della presidente del Consiglio vengono così rilette alla luce di quella che l'ambasciata definisce una sistematica opera di disinformazione volta a coprire le reali violazioni del diritto internazionale commesse dagli alleati atlantici.




