Ferrari, i due messaggi di Vigna dopo l'Australia: "Contento per il team. Buon inizio, ma piedi per terra"
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Redazione Sport
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La presenza di Benedetto Vigna nel paddock di Melbourne, a certificare l'importanza di questo esordio mondiale dopo un 2025 complicato, non è passata inosservata. L'amministratore delegato del Cavallino Rampante, classe 1969, ha voluto seguire da vicino la prima uscita ufficiale del 2026, e al termine di un Gran Premio d'Australia che ha visto la SF-26 cogliere un terzo e un quarto posto con Charles Leclerc e Lewis Hamilton, ha voluto lasciare due messaggi ben precisi alla squadra. Da un lato, la soddisfazione per quanto visto in pista, specialmente nella prima parte di gara quando le due Rosse hanno duellato alla pari con le Mercedes di George Russell e Kimi Antonelli; dall'altro, la necessità di mantenere i piedi ben saldi per terra, senza lasciarsi illudere da un risultato che, per quanto positivo, rappresenta solo un punto di partenza. “L’inizio è stato molto interessante, avvincente e coinvolgente”, ha dichiarato il manager potentino ai microfoni di Sky, parole che trasmettono fiducia ma anche la consapevolezza che il cammino da fare è ancora lungo.
Il fine settimana di Albert Park è stato, per stessa ammissione dei diretti interessati, una sorta di gara dai due volti. La qualifica del sabato aveva lasciato l'amaro in bocca, con Leclerc quarto e Hamilton addirittura settimo, distanti oltre otto decimi dalla pole position di Russell, un gap che in casa Ferrari hanno dovuto analizzare con cura. La domenica, però, ha raccontato una storia diversa, almeno nella fase iniziale: la scattata di Leclerc, che ha infilato Russell alla prima curva, e la rimonta di Hamilton hanno ridato entusiasmo, dimostrando che il potenziale della vettura, se messo a punto nelle condizioni giuste, c'è. Poi, come è noto, l'episodio chiave del tredicesimo giro, con l'ingresso della Virtual Safety Car dovuta al ritiro di Isack Hadjar, ha spaccato in due la gara. La Mercedes ha optato per il doppio pit stop, richiamando ai box entrambe le sue vetture, mentre la Ferrari ha scelto di tenere i suoi piloti in pista, una decisione che, a posteriori, ha scatenato il classico “cosa sarebbe successo se…” tra i tifosi.
A gettare acqua sul fuoco delle polemiche sulle strategie ci ha pensato, nei giorni successivi, Frédéric Vasseur. Il team principal della Scuderia ha difeso la scelta operativa, spiegando che il problema non è stato tanto il momento del pit stop, quanto piuttosto il passo gara della W17, oggettivamente superiore. “Dobbiamo essere realistici”, ha tagliato corto Vasseur, “loro ieri erano otto decimi più veloci di noi, e in gara abbiamo lottato con le unghie e con i denti. Anche dopo il loro pit stop, Russell e Antonelli avevano un ritmo di tre o quattro decimi superiore al nostro. Il problema non è la strategia, è la pura velocità”. Una analisi cruda e onesta, che sposta l'attenzione dal singlio episodio alla necessità di crescere nello sviluppo della monoposto, l'unica strada per colmare il divario dalla Mercedes.




