La procura di Cassino indaga per omicidio colposo sulla morte del piccolo Gabriele, annegato alle terme di Suio
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Redazione Interno
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Sabato scorso, intorno alle sedici, la vacanza che doveva essere una celebrazione si è trasformata in una tragedia silenziosa. Il piccolo Gabriele, che aveva compiuto sette anni solo due giorni prima – giovedì, per l’esattezza –, è annegato nella vasca termale di un centro situato a Suio Terme, frazione del comune di Castelforte in provincia di Latina. La sua famiglia, originaria del cuore di Roma, aveva organizzato quel weekend proprio per festeggiare il compleanno del bambino: la madre Mihaela e il padre Antonello Petrucci avevano scelto le acque calde del basso Lazio come scenario di una breve fuga, lontana dal caos cittadino. Ma quella piscina, pensata per il relax e la cura del, è diventata il teatro di un decesso che la magistratura, adesso, non vuole archiviare come un semplice incidente.
L’apertura di un fascicolo contro ignoti
La procura della Repubblica di Cassino, competente per territorio, ha già aperto un’indagine formale. L’ipotesi di reato al momento è quella di omicidio colposo, un’accusa grave che presuppone una negligenza, un’imprudenza o una violazione di regole da parte di qualcuno, anche se non ancora identificato. Nessun nome, va precisato, risulta al momento iscritto nel registro degli indagati: si procede quindi “contro ignoti”, nell’attesa che i carabinieri – intervenuti sul posto subito dopo la tragedia – consegnino una prima informativa. Sarà sulla base di quei documenti, e delle prime rilevazioni tecniche, che il procuratore deciderà se e quando attribuire una paternità penale all’accaduto.
L’autopsia entro ventiquattr’ore per sciogliere il dubbio sul malore o l’aspiratore
Uno dei nodi centrali che gli inquirenti intendono sciogliere riguarda la dinamica esatta dell’annegamento. Non è chiaro, infatti, se il bambino abbia improvvisamente accusato un malore – magari un mal improvviso, un piccolo arresto o un mancamento – mentre si trovava in acqua, oppure se la sua morte sia stata causata da un incidente meccanico legato alla struttura stessa della piscina. Tra le piste più concrete, sebbene ancora da verificare, c’è quella che coinvolge un cosiddetto “bocchettone” dell’impianto di aspirazione o di ricircolo dell’acqua: una forza di suzione, in alcuni casi, può trattenere un sott’acqua, specialmente se quello di un bambino di scarsa stazza. Per dirimere la questione, la procura ha già disposto che entro le prossime ore venga affidato l’incarico per l’esecuzione di un’autopsia, che sarà verosimilmente effettuata nei prossimi giorni all’istituto di medicina legale più vicino.
Un fine settimana di festa trasformato in una scena di cronaca
La famiglia del piccolo Gabriele aveva lasciato la propria casa romana con l’intenzione di trascorrere un paio di giorni all’insegna della spensieratezza. La madre e il padre, entrambi romani, avevano scelto Suio Terme – località nota per le sue acque sulfuree e per un turismo termale che richiama visitatori anche dal vicino Lazio meridionale – come meta ideale per un mini viaggio di piacere. Quel sabato pomeriggio, però, l’allegria si è infranta contro il fondo di una vasca. Le prime ricostruzioni, ancora frammentarie, parlano di un bambino che si trovava in acqua senza che nessuno, forse, si accorgesse del pericolo imminente. I carabinieri della compagnia di Fondi, coadiuvati dai colleghi di Castelforte, hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella struttura e stanno sentendo in queste ore il personale del centro termale, oltre ad alcuni ospiti che avrebbero potuto assistere alla scena. Non risultano, allo stato, provvedimenti restrittivi né misure cautelari a carico di alcuno.




