Ferrari poteva battere Verstappen a Singapore: Hamilton esagera, Leclerc la sfiora

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lewis Hamilton si è preso a morsi la pista di Marina Bay, nel tentativo di conquistare la pole position del Gran Premio di Singapore 2026 di Formula 1. La sua escalation verso il limite prestazionale di una Ferrari SF-26 più che efficace lo ha però indotto ad alcune sbavature nell'ultimo tentativo lanciato, quello che avrebbe potuto permettergli di regolare Max Verstappen.

Gli ingredienti per farcela c'erano tutti, visto che alle indubbie doti telaistiche che consentono alla SF-26 di essere tra le migliori monoposto in curva si aggiungeva un buon lavoro della Ferrari sull'assetto con la riapertura del parco chiuso dopo la Sprint.

Leclerc cambia marcia quando conta

Quando tutto lasciava presagire a un duello Verstappen-Hamilton per la pole position, Charles Leclerc si è inserito letteralmente tra i due, sfiorando la partenza al palo per 54 millesimi. Il monegasco era rimasto alle spalle del compagno di squadra per tutto il fine settimana, salvo poi cambiare marcia proprio nell'ultimo giro della Q3, con un tentativo in cui ha dato tutto.

La sua qualifica era stata molto più tormentata rispetto a quella di Hamilton: su un tracciato dove la fiducia nel mezzo è fondamentale, Leclerc si lamentava del comportamento della monoposto in frenata, ma ha trovato all'ultimo secondo il feeling giusto, dimenticando per poco più di un secondo e mezzo il modo in cui la vettura lo tradiva. Un approccio meno aggressivo e più pulito rispetto a quello del britannico, dettato non certo per indole quanto per una minore confidenza con la SF-26, alla fine ha pagato.

Hamilton paga l'azzardo sull'assetto

Hamilton, dal canto suo, era sembrato il pilota da battere nei primi due segmenti delle qualifiche, con prestazioni definite dallo stesso britannico come "fantastiche". Ma in Q3 qualcosa si è rotto: "improvvisi sbandamenti in curva 1 e curva 3 mi hanno fatto perdere due decimi", ha raccontato il pilota della Ferrari, spiegando di aver chiesto ai suoi ingegneri un'ala leggermente più carica per l'ultimo tentativo, una modifica che ha portato la vettura "sulla lama del rasoio".

"Era solo un foro d'incidenza in più o qualcosa del genere, ma è bastato per metterla sulla lama del rasoio. Dopodiché la macchina è diventata nervosa e nessuno dei giri in Q3 è stato buono". Il britannico ha chiuso terzo a 123 millesimi dalla pole, beffato anche dal compagno di squadra.

La Red Bull ritrova la pole a Marina Bay

Per Verstappen si tratta della prima pole position in carriera a Singapore, la numero 50 in 250 Gran Premi, la seconda consecutiva dopo Sepang. La Red Bull non conquistava la partenza al palo a Marina Bay dal 2013, quando a firmarla fu Sebastian Vettel: tredici anni di attesa interrotti dall'olandese, che diventa il secondo pilota del team a riuscirci su questo tracciato.

"Siamo tutti molto vicini ma questa era la pole che volevo", ha commentato Verstappen, che ora punta al successo nella gara lunga, l'unico che ancora manca alla sua bacheca personale a Singapore.

Il sabato della Ferrari parte dalla Sprint

Il sabato di Marina Bay si era aperto con il doppio podio nella Sprint, chiusa da Verstappen davanti alle due Ferrari di Hamilton e Leclerc su una pista bagnata. Una prestazione che aveva già dato il segno della competitività ritrovata dalla SF-26 dopo settimane difficili. In qualifica, il secondo e terzo posto hanno confermato quel trend, restituendo alla squadra sensazioni incoraggianti in vista della gara.

La partenza al palo a Singapore ha un peso specifico notevole: su sedici edizioni disputate a Marina Bay, il poleman ha vinto undici volte.

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