La nuova Twingo elettrica prova a Ibiza tra agilità urbana e un prezzo che sfonda la soglia dei 20mila euro
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Redazione Economia
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Atterrare a Ibiza a fine marzo significa arrivare mentre l’isola sta ancora decidendo che volto avere, con i tavolini che iniziano a uscire e le terrazze che si aprono con prudenza, quasi a fare le prove generali prima dell’assedio estivo; è il momento migliore per osservare le cose senza che si mettano in posa, e forse proprio per questo Renault ha scelto questo palcoscenico per il lancio stampa della sua nuova Twingo E-Tech Electric. La city car, che segna il ritorno della casa francese nel segmento A dopo un periodo di magra dell’offerta, si presenta con un piglio deciso e un obiettivo chiaro: riportare il senso vero dell’auto urbana, quella piccola fuori ma sorprendente dentro, agile nel centro storico e abbastanza intelligente da avere sempre il tono giusto. E lo fa con un’operazione che sa molto di strategia, perché la vera notizia, quella che ha fatto rumore nel settore, è il prezzo d’attacco della versione Evolution: 19.500 euro, una soglia psicologica che Renault è riuscita a infrangere per portare a casa un’elettrica full-option (al netto degli incentivi) senza sacrificare l’anima del modello.
Sotto il cofano, o meglio sotto il pianale, batte un cuore inedito per la piccola di casa Renault: una batteria LFP (litio-ferro-fosfato) da 27,5 kWh, scelta non a caso per ridurre i costi di produzione e limitare l’uso di materiali critici come cobalto e nichel, riuscendo comunque a garantire fino a 263 chilometri di autonomia nel ciclo WLTP. Il motore elettrico eroga 60 kW (equivalenti a 80 cavalli), una potenza che non cerca certo lo scatto bruciante della sportiva ma che in ambito urbano si rivela più che sufficiente, anzi, reattiva: lo 0-50 km/h si copre in circa 3,85 secondi, una frazione di tempo che permette di infilarsi nel traffico di Eivissa con una disinvoltura che ricorda i vecchi tempi della termica. La vera chicca tecnica, però, è l’architettura: la Twingo condivide la piattaforma AmpR Small con le sorelle maggiori Renault 5 e 4, ma adotta un retrotreno a ruote indipendenti derivato dalla Captur; una soluzione che, pur costringendo a qualche leggera concessione sul filtraggio delle sconnessioni più pronunciate, tiene sotto controllo il peso, fermandolo a circa 1.200 kg.
Maneggevolezza e spazio interno, la sorpresa dell’abitacolo modulare
Salire a bordo della nuova Twingo significa fare i conti con un abitacolo che, nonostante la lunghezza contenuta sotto i 3,8 metri, gioca la carta della modularità per uscire vittorioso dal confronto con le rivali. I sedili posteriori, scorrevoli longitudinalmente fino a 17 centimetri, permettono di variare lo spazio a disposizione per le gambe dei passeggeri o per il bagagliaio, che in assetto standard si attesta sui 305 litri ma che, abbattendo gli schienali, può superare i 1.000 litri di capacità. C’è poi un dettaglio che parla chiaro della vocazione pratica del veicolo: lo schienale del sedile anteriore lato passeggero si abbatte completamente, creando un passaggio per caricare oggetti lunghi fino a due metri, come una tavola da surf o una scaletta, una soluzione rara per una city car.
Non mancano i sistemi di assistenza alla guida, sebbene la loro distribuzione dipenda dall’allestimento scelto. Sulla versione Evolution, quella da 19.500 euro, troviamo di serie il climatizzatore manuale, i cerchi in acciaio, il display da 7 pollici per la strumentazione e il sistema multimediale OpenR Link con schermo touch da 10 pollici, che garantisce la replica dello smartphone. Salendo di prezzo, la versione Techno (21.100 euro) aggiunge invece il cruise control adattivo, la guida One Pedal (che permette di accelerare e frenare usando solo l’acceleratore), il climatizzatore automatico e la retrocamera digitale. La differenza tra i due modelli, insomma, sta nella ricchezza degli ADAS e delle finiture, ma il cuore pulsante della guida rimane identico.
L’elettrica accessibile cambia le regole, ma senza rinunciare al carattere
Sulle strade collinari che da Ibiza città si inerpicano verso le calette nascoste, la Twingo E-Tech Electric dimostra di non essere solo un’auto da centro storico. Lo sterzo, diretto e preciso, e la risposta pronta del motore rendono piacevole anche la guida extraurbana, dove la silenziosità del propulsore elettrico (un comfort non indifferente rispetto ai vecchi tre cilindri) e l’assetto equilibrato filtrano bene le asperità. La funzione One Pedal, presente sulla Techno, si rivela utilissima in discesa, ricaricando la batteria e riducendo l’usura dei freni, mentre la frenata rigenerativa è regolabile su più livelli tramite le palette al volante per adattarsi a ogni stile di guida.
La strategia commerciale, quindi, è chiara: Renault punta a rendere l’elettrico di massa davvero accessibile, un traguardo simbolico se si considera che la versione Evolution, con gli incentivi statali applicati, può arrivare a costare meno di 13.000 euro per chi aderisce ai programmi fedeltà. Non si tratta più di un prototipo o di una concept car, ma di una realtà che riempie il vuoto lasciato dalle utilitarie termiche, offrendo una mobilità sostenibile senza quelle ansie da autonomia che spesso frenano l’acquirente, dato che i 263 km coprono ampiamente la media giornaliera di percorrenza europea, che si aggira attorno ai 35 km. L’unico neo, forse, è la ricarica rapida in corrente continua limitata a 50 kW di picco (con il pacchetto opzionale Advanced Charge), che impiega circa mezz’ora per passare dal 10 all’80% della batteria, una soglia sufficiente per una pausa pranzo ma non all’altezza delle colonnine da 100 kW che iniziano a diffondersi.
La sfida della mobilità urbana e il ritorno alle origini
Guidare la nuova Twingo a Ibiza, in quella luce di fine marzo che non abbaglia ma illumina i dettagli, restituisce la sensazione di avere tra le mani un’auto che ha capito la lezione del passato senza farsi schiacciare dalle mode. Il design, che strizza l’occhio alla primissima generazione del 1992 (quella delle linee tonde e del parabrezza panoramico), è una dichiarazione d’intenti: si torna alla semplicità, a quell’oggetto che doveva essere solo intelligente e funzionale. Con il mercato delle city car termiche in forte riduzione e una domanda che resta invece altissima nei grandi centri urbani europei, la casa della Losanga scommette su una vettura pensata come seconda auto familiare o come mezzo principale per la mobilità casa-lavoro.
Il confronto con le dirette concorrenti, come la Citroën e-C3, è inevitabile, ma la Twingo gioca la carta del fascino nostalgico e della leggerezza, non solo fisica ma anche gestionale. I consumi dichiarati si aggirano attorno ai 12,2 kWh ogni 100 km, un valore che nei test reali sull’isola è rimasto stabile intorno ai 12,5 kWh nonostante l’uso di climatizzatore e percorsi misti. Un risultato che rende l’operazione economica vantaggiosa nel lungo termine, abbattendo i costi di gestione rispetto a una termica. Non ci sono giudizi affrettati da dare, né proclami su un futuro dominato dall’elettrico; ci sono invece i fatti: una macchina che parte, si ferma, si parcheggia e trasporta, con un sorriso (e un risparmio) che mancava da tempo nel segmento delle piccole.




