Locatelli spezza il digiuno: ad Assen arriva la prima vittoria in Superbike
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Redazione Sport
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Dopo 153 gare, un numero che di per sé racconta una carriera di attese e quasi-trionfi, Andrea Locatelli ha finalmente trovato il gradino più alto del podio. Ad Assen, nel caotico turbinio di una gara che ha ribaltato ogni previsione, il bergamasco ha inchiodato la Yamaha al primo posto, regalando al mondiale Superbike una pagina che mancava dal suo esordio. Quella di domenica non è stata una vittoria casuale, bensì il culmine di un weekend in cui Locatelli – spesso oscurato dai riflettori puntati su Bulega e Razgatlioglu – aveva già mostrato i denti, piazzandosi secondo in gara1 e lottando anche nella Superpole Race, disputata sotto la pioggia.
Se c’è un elemento che ha reso memorabile questa prova olandese, però, è stato il crollo dei favoriti. Nicolò Bulega, reduce da un ritiro nella gara sprint per un problema tecnico alla Ducati, ha replicato la sfortuna in gara2: mentre conduceva con un margine significativo, la sua Panigale V4 R ha tradito ancora una volta, costringendolo all’abbandono. Un doppio ko che il romagnolo ha digerito a fatica, come dimostrano le sue parole accese ai microfoni: «Non deve ricapitare». Stessa sorte per Toprak Razgatlioglu, il turco della BMW, finito ai box dopo aver dominato la Superpole Race.
In questo vuoto di certezze, Locatelli ha costruito la sua impresa con la freddezza di chi sa aspettare. Ventottenne, cresciuto a Selvino ma con radici sportive ben piantate nella provincia di Bergamo, ha sfruttato ogni errore altrui, mantenendo un ritmo che gli ha permesso di resistere agli assalti nel finale. Quella che poteva sembrare una Yamaha meno competitiva rispetto alle rivali tedesche e italiane, invece, ha messo due piloti sul podio, con il compagno di squadra Jonathan Rea terzo.




