Ancora una morte bianca in un cantiere di Origgio, operaio di 55 anni schiacciato da una soletta
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Redazione Interno
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Sono le dinamiche che si ripetono, purtroppo, con una crudeltà che non lascia mai spazio all'abitudine, nonostante la tragica frequenza con cui simili episodi si manifestano nel panorama del lavoro italiano. Questa mattina, intorno alle ore 9, un operaio edile di 55 anni ha perso la vita a Origgio, in provincia di Varese, in un incidente sul lavoro che ha sconvolto la tranquilla via don Giovanni Minzoni.
L'uomo, un muratore, stava operando all'interno di un cantiere quando, per cause ancora in fase di accertamento da parte degli inquirenti, una struttura in cemento, con ogni probabilità una soletta, ha ceduto precipitando su di lui. L'impatto è stato fatale e i soccorsi, nonostante la tempestività dell'intervento, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
I soccorsi e l'avvio delle indagini
Sul posto, immediatamente dopo la chiamata di emergenza pervenuta ai centralini del 118, si è mobilitata una macchina dei soccorsi composta da un'automedica e un'ambulanza, ma per l'operaio non c'era ormai più nulla da fare. Insieme al personale sanitario, sono accorsi anche i vigili del fuoco, che hanno provveduto alla messa in sicurezza dell'area e al recupero della salma, e le forze dell'ordine, affiancate dal personale dell'Ats (Agenzia di Tutela della Salute) per gli adempimenti di competenza.
Le autorità hanno avviato un'indagine approfondita per ricostruire l'esatta sequenza degli eventi che ha portato al cedimento della soletta, escludendo al momento, ma senza ancora conferme ufficiali, qualsiasi ipotesi su negligenze o malfunzionamenti tecnici. La priorità, in questa fase, è quella di chiarire se il crollo sia stato determinato da un errore nelle fasi di getto o posa in opera del manufatto, da un cedimento strutturale imprevisto o da un errore umano, magari legato alle procedure di sicurezza previste in cantiere.
Le parole del sindacato e il monito sulla sicurezza
La notizia della morte del muratore ha immediatamente suscitato la reazione del mondo sindacale, che da anni denuncia l'emergenza costante degli infortuni sul lavoro e l'insufficienza delle misure di prevenzione. Davide Bellotto, segretario generale della Fillea Cgil di Varese, ha commentato con amarezza quanto accaduto, sottolineando come non si possa più assistere a simili tragedie restando inermi.
«Purtroppo dobbiamo contare l’ennesimo morto sul lavoro», ha dichiarato Bellotto, invitando però alla prudenza nell'analisi dei fatti, dal momento che «non conosciamo ancora i dettagli dell’accaduto».
Il sindacalista ha poi ribadito la necessità di un cambio di passo culturale e operativo nel mondo delle costruzioni, dove il rischio di incidenti gravi resta tra i più alti del settore produttivo italiano, sollecitando un controllo più capillare e una formazione che non sia solo un adempimento formale, ma un momento reale di presa di coscienza dei pericoli connessi al mestiere del muratore o del carpentiere.
Il contesto lombardo e l'allarme infortuni
Quella di Origgio, per la cronaca di una giornata funestata dalla cronaca nera del lavoro, non è stata l'unica emergenza registrata in Lombardia. Nel giro di appena un'ora, infatti, si è verificato un altro grave infortunio sul lavoro nella zona del Milanese, sebbene le dinamiche e la gravità di quell'episodio, almeno al momento, risultino differenti rispetto a quanto avvenuto nel Varesotto. La concomitanza dei due incidenti, sebbene su piani diversi di gravità, ha riacceso i riflettori su una piaga che il sistema produttivo lombardo, trainante per l'economia nazionale, fatica a debellare.
Il cantiere edile rimane un luogo ad alto rischio e l'episodio di oggi riporta alla mente una lunga scia di vittime, spesso lavoratori autonomi o dipendenti di piccole imprese, che pagano con la vita la precarietà e la fretta che talvolta contraddistinguono la realizzazione delle opere, in un settore dove la sicurezza è ancora percepita come un costo e non come un investimento imprescindibile per la tutela dei diritti fondamentali.
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