Federica Pellegrini, il secondo parto sarà cesareo programmato: «Il primo è stato travagliato e ha lasciato un segno»
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Redazione Sport
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Manca ormai pochissimo alla nascita della seconda figlia di Federica Pellegrini, e l’ex campionessa di nuoto, che con il marito Matteo Giunta si appresta ad accogliere una nuova bambina, ha scelto di affrontare questo evento con una consapevolezza radicalmente diversa rispetto a quella che caratterizzò l’arrivo della primogenita Matilde, nata nel gennaio del 2024. In un’intervista rilasciata a La Stampa, l’atleta ha spiegato che il parto sarà un cesareo programmato: una decisione, questa, maturata dopo aver vissuto un’esperienza precedente che lei stessa non esita a definire “molto travagliata” e che, a distanza di tempo, ha lasciato un segno indelebile tanto sul piano fisico quanto su quello emotivo. Si tratta di una scelta che arriva al termine di una gravidanza che, come ha rivelato la stessa Pellegrini, non era inizialmente prevista “a stretto giro” dopo la prima, tanto che lei e il marito, a differenza della prima volta quando “avevamo calcolato pure gli astri del cielo”, stavano cercando di prestare attenzione per evitare un arrivo così ravvicinato.
Un parto di 48 ore tra contrazioni fortissime e un cesareo d’urgenza
Il racconto di quella prima volta, che oggi fa da contraltare alla serenità della scelta attuale, era già emerso in passato con dovizia di particolari, restituendo l’immagine di un momento di grande fragilità. La nascita di Matilde, infatti, non fu un percorso lineare: si trattò di “48 ore di follia”, come le ha definite la stessa Federica, iniziate con contrazioni talmente potenti da sembrare subito anomale persino per un’atleta abituata a sopportare alti livelli di dolore. Le complicazioni si sono susseguite fino a quando, in un momento di massima tensione, si è perso il battito della bambina, spingendo il chirurgo a interrompere ogni attesa e a procedere con un cesareo d’urgenza per mettere in salvo la piccola. Quella che doveva essere un’esperienza fisiologica si era trasformata in un percorso a ostacoli, e la stanchezza accumulata in quei due giorni è risultata tale che, quando la nuotatrice ha potuto finalmente prendere in braccio la figlia, si sentiva già “stanchissima”, incapace di reagire con la prontezza che forse si aspettava.
Il baby blues e i pianti inspiegabili dopo la nascita di Matilde
Se il parto fu il primo scoglio, il periodo immediatamente successivo si rivelò altrettanto duro, portando Federica Pellegrini a sfiorare la depressione post partum. La campionessa ha raccontato con estrema schiettezza quei giorni, ricordando come la prima notte in ospedale, guardando sua madre, scoppiò in un pianto dirotto senza che lei stessa riuscisse a comprenderne la ragione. Un meccanismo, questo, che si ripeté nel tempo con una sorta di inquietante regolarità: “sempre la sera, sempre a un certo orario, con accensioni che non capivo neanche da dove venissero”. Solo in un secondo momento ha scoperto che si trattava di “baby blues”, una condizione che definisce “appena un gradino sotto” la depressione vera e propria e che, fortunatamente, non è mai sfociata nel rifiuto della figlia. Anzi, se c’era un momento di conforto, paradossalmente, era proprio l’allattamento: una pratica che, sebbene aggiungesse ulteriore fatica in un contesto in cui la neonata non dormiva mai, la aiutava a stare meglio.
Un nuovo approccio alla nascita tra consapevolezza e attesa serena
Con questa consapevolezza alle spalle, il ricorso al cesareo programmato rappresenta quindi per Federica Pellegrini una scelta di tutela, un modo per evitare di ripetere le dinamiche imprevedibili che avevano segnato il primo parto. In una delle sue ultime apparizioni televisive, la coppia aveva già anticipato che questa volta si sarebbe proceduti in modo diverso, sottolineando il desiderio di non far soffrire nuovamente la bambina come era accaduto con Matilde. A poche settimane dalla data prevista per aprile, il clima in famiglia è quello di un’attesa carica di entusiasmo, ma anche di una consapevolezza matura: se il nome della secondogenita, scelto dalla stessa Matilde ispirandosi a un libro a cui si è molto affezionata, resta per ora un segreto svelato solo nel significato legato alla “calma” e alla “tranquillità”, la madre sembra aver trovato la sua dimensione nell’accettazione dell’imprevisto.




