La Stampa e Repubblica, il gruppo Gedi avvia le cessioni
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Redazione Economia
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Dietro le quinte di un'operazione che sta ridisegnando il panorama dell'editoria italiana, si muovono interessi finanziari di portata internazionale. Sebbene nulla sia ancora firmato e proposte concrete tardino a materializzarsi sul tavolo, è ormai chiaro che il destino di Repubblica, La Stampa e delle tre radio del gruppo Gedi è segnato, con i primi due quotidiani già sulla corsia di uscita. La holding Exor, che fa capo alla famiglia Agnelli-Elkann, avrebbe infatti individuato due potenziali compratori pronti a rilevare i due giornali simbolo, chiudendo così un'epoca storica per il giornalismo nazionale.
Il percorso di La Stampa verso il Nord Est
La trattativa più avanzata, quella che probabilmente è più vicina al cosiddetto "closing", riguarda La Stampa. Il gruppo Gedi, come emerso da diverse ricostruzioni, ha già avviato colloqui con il gruppo Nem, acronimo di Nord Est Multimedia, guidato da Enrico Marchi. Tra le parti, del resto, esiste un precedente che facilita il dialogo: la finanziaria della famiglia Agnelli-Elkann ha già ceduto a Marchi, nel 2023, un pacchetto di testate locali del Nordest, tra le quali figurano Il Corriere delle Alpi e Il Messaggero Veneto. Un passaggio che, se concluso, sancirebbe la fine di un legame durato quasi un secolo tra Torino e la famiglia che, dal 1926, ha controllato il quotidiano simbolo di un giornalismo moderato e di riferimento.
Repubblica e il potenziale acquirente greco
Parallelamente, le attenzione si concentrano sul futuro di Repubblica, il quotidiano romano fondato da Eugenio Scalfari. Per questo giornale, il valore stimato si aggirerebbe intorno ai sessantacinque milioni di euro e le trattative, secondo quanto riportato da alcune voci di mercato, vedrebbero come potenziale acquirente il gruppo greco riconducibile a Kyriakou. Una dinamica che, per alcuni osservatori, assume contorni particolari considerando i rapporti internazionali dell'editore ellenico, descritto come vicino all’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Mentre i dettagli finanziari dell'operazione restano confidenziali, la prospettiva di un nuovo proprietario straniero delinea uno scenario inedito per una testata di tale rilevanza.
La fine di un'era per l'editoria
L'insieme di queste manovre, nel loro complesso, segna un momento di profonda transizione. L'addio della famiglia Agnelli-Elkann al cuore del suo impero mediatico non è più una semplice ipotesi, bensì un evento la cui formalizzazione appare imminente. Se ne vanno, così, pezzi di storia del giornalismo italiano, mentre nuovi soggetti, alcuni radicati nel territorio nazionale e altri provenienti dall'estero, si preparano a prenderne le redini. Il tutto si svolge in un clima di grande attesa, dove l'assenza di annunci ufficiali non basta a nascondere l'evidenza dei fatti: il dado, ormai, è tratto.




