La voce di Mina per l'ultimo saluto a Giorgio Armani, il suo inedito chiude la prima sfilata firmata da Silvana Armani

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Si è chiusa sulle note di un brano che mai era stato ascoltato prima, "A costo di morire", la prima sfilata della linea donna di prêt-à-porter interamente disegnata da Silvana Armani, avvenuta a Milano negli spazi di via Borgonuovo. La canzone, che Mina ha voluto interpretare in onore di Giorgio Armani, scomparso lo scorso 4 settembre, ha accompagnato l'uscita delle modelle sul finale, suggellando un passaggio di testimone quanto mai delicato per la maison e trasformando il défilé in un momento di memoria collettiva, certo, ma anche e soprattutto di rilancio creativo sotto una nuova direzione. Quella stessa canzone, per chi ne conosce la genesi, porta con sé un significato ulteriore: si tratta infatti della cover di un brano che Fausto Leali incise nel lontano 1979, scritto da Franca Evangelisti e composto da Fabio Massimo Cantini, una perla del suo repertorio che l'Artista ha scelto di riesumare e fare propria per l'occasione, restituendole nuova linfa e destinandola molto probabilmente a figurare nel suo prossimo album di inediti, che seguirebbe a distanza di due anni "Gassa d'amante".

Se lo show della linea principale ha visto il debutto solitario della nipote del fondatore, è impossibile non inquadrare questo evento nel più ampio contesto di un rinnovamento complessivo che sta investendo l'intero universo armaniano. Il debutto della visione di Leo Dell’Orco, lo storico compagno di una vita di Giorgio Armani, era già avvenuto a gennaio con lo show maschile del ready-to-wear, mentre Silvana Armani aveva mostrato poco dopo, a Parigi, la sua idea di alta moda per Giorgio Armani Privé, una collezione intitolata "Jade" in cui il colore verde era stato scelto come simbolo di continuità e di serena rinascita. Insieme, però, i due eredi non li si era ancora visti all’opera, e la loro idea congiunta di moda si è rivelata proprio nei giorni della settimana milanese, con lo show uomo e donna di Emporio Armani per l’Autunno/Inverno 2026-27, un appuntamento che ha assunto i contorni di una vera e propria dichiarazione d'intenti.

Il nuovo corso di Emporio firmato Silvana Armani e Leo Dell’Orco

Per la linea più giovane e dinamica del gruppo, la prima collezione sviluppata a quattro mani dai due successori ha messo in scena un dialogo continuo tra maschile e femminile, con capi volutamente simili per lui e per lei, quasi fossero gli studenti di un conservatorio intenti a rendere omaggio al loro "Maestro", che è poi il Titolo scelto per la collezione stessa. In passerella, grande rispetto per l'eredità dello stilista scomparso, ma anche la chiara volontà di imprimere un passo nuovo e personale: dalle sue lezioni nasce quel contrappunto naturale tra regola e spontaneità, tra disciplina e libertà che ha informato anche questa sfilata, un racconto di stile che si muove in bilico tra suggestioni british — il tweed, il principe di Galles, il trench, i gilet e i berretti — e un dinamismo più spiccatamente urbano. In primo piano, per entrambi i generi, blouson in tessuti inglesi dalla mano leggera, montoni a pelo lungo, giacche mono e doppio petto portate con bermuda pinciati, blazer in velluto e cappotti tagliati come frac, ma anche tanto denim, persino trattato con ricami di cristalli a decorare camicie e pantaloni.

Al termine di quella che è stata anche la prima sfilata unificata per Emporio Armani, una scelta strategica che mira a consolidare l'identità del marchio in modo più fluido e trasversale, Silvana Armani e Leo Dell’Orco non hanno nascosto la loro soddisfazione. "Siamo riusciti a dare continuità ad Armani, però con l'aggiunta di qualcosina che magari lui non avrebbe messo, anche se penso che sarebbe stato contento", ha commentato Silvana Armani, mentre Dell’Orco ha sottolineato come la collezione fosse volutamente "un po' più giovane, con qualche tacco in più e più frizzante", ribadendo comunque che "il Maestro, ovviamente, resta Giorgio Armani".

Una nuova morbidezza per la linea donna di Giorgio Armani

Tornando allo show che ha chiuso la settimana, quello della linea principale firmato esclusivamente da Silvana Armani, ciò che è emerso con chiarezza è una ricerca estetica orientata verso un'inedita morbidezza. Ampi pantaloni dal taglio fluido, lunghi cappotti avvolgenti, giacche quasi svuotate all'interno per alleggerirne la struttura e un eveningwear che gioca con la ricchezza di velluti e cristalli hanno composto una collezione che, pur nel segno della continuità con il passato, prova a imprimere una visione più personale e femminile. L'omaggio musicale di Mina, la cui voce potente e inconfondibile ha risuonato tra il pubblico composto da volti noti dello spettacolo e dello sport — tra gli altri, Kendall Jenner, Elodie, Blanco e le medaglie olimpiche di Milano Cortina 2026 — ha fatto da contrappunto emotivo a una sfilata che, più di ogni altra, rappresentava un esordio tanto atteso quanto temuto.

Il brano scelto, "A costo di morire", è ora disponibile su tutte le piattaforme digitali per PDU Music&Production, distribuito da Pirames International, e il suo testo, che racconta di un amore totale e incondizionato capace di superare qualsiasi ostacolo, sembra quasi riflettere la profondità del rapporto che legava la Tigre di Cremona allo stilista scomparso, un'amicizia e un sodalizio artistico e umano durato decenni e che oggi trova in questa interpretazione un commosso, definitivo suggello.

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