L'ultimo saluto a Giorgio Armani nella sua Rivalta

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’estremo commiato a Giorgio Armani si è svolto nella cornice intima e privata della chiesa di San Martino, a Rivalta, dove il feretro – scortato da sei persone in abiti blu e guanti bianchi – è stato accompagnato dal suono delle campane a morto. Il parroco Don Giuseppe Busani, che ha celebrato le esequie, aveva preannunciato una cerimonia riservata, sottolineando come l’accento sarebbe stato posto «sulla preghiera e sull’unitá dei familiari e dei collaboratori», scelta che ha conferito all’evento un tono di raccoglimento assoluto, lontano dai riflettori mondani.

Emozione particolarmente intensa durante il passaggio di Rosanna Armani, sorella dello stilista, la quale – accompagnata per mano dal figlio Andrea Camerana e dalla nipote Maria Vittoria – si è avvicinata alla bara accarezzandola con devozione. Dopo essersi appoggiata con un gesto carico di struggimento, ha alzato lo sguardo e, con un filo di voce, ha mormorato «grazie, grazie a tutti», ricevendo in cambio un applauso commosso e prolungato da quanti, seppur in numero ristretto, hanno voluto esserci in quel momento di estremo dolore.

Prima della funzione, Sergio Dell’Orco, storico collaboratore della maison, aveva commentato l’enorme afflusso di persone giunte per rendere omaggio durante la camera ardente, affermando di essere stati «sopraffatti dalla quantità di folla e dall’affetto» dimostrato, segno tangibile di un legame autentico che travalica i confini della notorietà e investe il rapporto con un territorio e con le persone che lo abitano, quelle stesse che per decenni ne hanno rispettato la riservatezza.

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