Milano dà l'ultimo saluto a Giorgio Armani, fra ricordi privati e un'eredità senza tempo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Centinaia di persone, un fiume silenzioso e composto, hanno atteso fin dalle prime ore del mattino di fronte all’Armani/Teatro, in via Bergognone, per rendere l’ultimo omaggio a Giorgio Armani. La fila, che già all’apertura della camera ardente alle nove serpeggiava attorno all’isolato, era composta non solo da appassionati di moda ma anche da semplici cittadini e tifosi dell’Olimpia Milano, molti dei quali con le sciarpe al collo, a testimoniare un legame che andava ben oltre il suo genio creativo. Un imprenditore, il suo, che non ha mai dimenticato di essere concretamente vicino alla città che ha scelto come sua patria elettiva, quella «sua Milano» alla quale ha regalato stile e lavoro.

Tra le personalità che hanno condiviso con lui tratti significativi del proprio percorso professionale spiccano due figure che, dopo aver collaborato a stretto contatto con lo stilista, operano oggi a Modena. Si tratta di Ilaria Mazzeo, attualmente Chief Communication Officer del Modena Calcio e per anni marketing director dell’EA7 Olimpia Milano, squadra di proprietà di Armani, e di Livio Proli, patron del Modena Basket. Quest’ultimo, prima di approdare al Gruppo Missoni come amministratore delegato, ha ricoperto ruoli di primissimo piano nell’impero armaniano, essendo stato direttore generale del Gruppo, consigliere delegato di Giorgio Armani Spa e presidente di diverse consociate.

I ricordi personali, che emergono in queste ore, contribuiscono a dipingere il ritratto di un uomo la cui influenza ha permeato ambiti diversi. La giornalista Cristina Parodi rievoca, ad esempio, un episodio significativo della sua carriera, legato proprio a un abito del maestro: il tailleur indossato per il debutto di "Verissimo", un capo che incarnava quella rivoluzione dell'eleganza – più informale, moderna e profondamente radicata nella vita reale – che Armani ha portato avanti con tenacia. «Amava circondarsi di bellezza», ha ricordato Parodi, citando una delle tante conversazioni avute con lui.

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