I nipoti di Giorgio Armani e la mappa dell'eredità miliardaria
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L'apertura del doppio testamento, olografo e segreto, di Giorgio Armani ha posto fine a ogni congettura sulla destinazione del suo impero, svelando una pianificazione patrimoniale meticolosa che va ben oltre i legami familiari stretti. La lettura dei documenti, svoltasi nello studio notarile Terrenghi a Milano, ha infatti disegnato una complessa cartografia di beneficiari, alcuni dei quali estranei alla cerchia parentale ma profondamente radicati nella vita professionale e affettiva dello stilista scomparso. Tra questi spicca la figura di Bianca, da lui stesso descritta come "quasi una figlia", alla quale è stata destinata una polizza assicurativa del valore di diversi milioni di euro, a conferma di un legame privilegiato che travalicava i meri rapporti di lavoro.
La volontà di Armani, vergata di suo pugno, assegna infatti rilevanti porzioni del suo patrimonio a collaboratori di lunga data, dimostrando una riconoscenza concreta per chi ha contribuito al successo della sua creatura. All'amministratore delegato della holding immobiliare, il quarantaduenne Morselli, sono andate quote azionarie, titoli di Stato BTP, mobili di pregio e persino l'usufrutto temporaneo di beni simbolo come lo yacht e le residenze di New York e Saint Tropez. Disposizioni che delineano un intento preciso: ricompensare la fedeltà e l'impegno con una serie di beni sia liquidi che di rappresentanza, garantendo loro un futuro solido.
Cuore delle ultime volontà è, innegabilmente, la continuità del gruppo Armani, affidata a una governance precisa. Il controllo operativo è stato conferito a Giuseppe Dell'Orco, uomo di fiducia dello stilista, mentre nel Consiglio di amministrazione trovano posto i nipoti Andrea e Silvana, assicurando così anche un legame familiare con la guida dell'azienda. Il testamento, tuttavia, non si limita a nominare gli eredi ma fissa i principi cardine che dovranno ispirare la società: dalla gestione etica e moralmente integra alla ricerca di uno stile essenziale ed elegante, dall'attenzione maniacale all'innovazione e alla qualità del prodotto fino al rifiuto di ogni ostentazione. Un vero e proprio manifesto valoriale che dovrà essere preservato.




