Milano dà l'ultimo saluto a Giorgio Armani, il re della moda italiana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Centinaia di persone, in un silenzio rispettoso e composto, hanno atteso fin dalle prime ore del mattino di fronte all’Armani/Teatro in via Bergognone per rendere omaggio a Giorgio Armani, scomparso lo scorso 4 settembre. La coda, che si è formata già dalle sette, ha scandito una giornata di lutto cittadino, quasi sospesa, in cui Milano ha dimostrato il suo profondo legame con lo stilista che in questa città ha vissuto e lavorato per oltre cinquant'anni, costruendo un impero di stile ed eleganza.

All’interno del teatro, la bara chiara era posta al centro della sala, circondata da una distesa di lanterne e sorvegliata da due corazzieri all’entrata, mentre due vigili urbani stavano sotto lo stendardo del Comune di Milano. La musica al piano di Ludovico Einaudi ha fatto da colonna sonora a un addio raccolto, sullo sfondo di una foto iconica che ritrae Armani all’uscita di uno dei suoi show mentre saluta il pubblico, accompagnata da una frase che suona come un testamento spirituale: «Segno che spero di lasciare un impegno, rispetto e attenzione per le persone e per la realtà».

Tra i primi a giungere per un ultimo saluto c’erano il sindaco Giuseppe Sala e John Elkann, presidente di Stellantis, a testimonianza di quanto la figura di Armani abbia travalicato i confini della moda per diventare un simbolo dell’imprenditoria e della cultura italiana nel mondo. Gianni Petrucci, presidente della Federazione italiana pallacanestro, lo ha ricordato come «straordinario per classe, sensibilità, umanità e l’amore per il basket», un tributo a un lato meno noto ma ugualmente significativo della sua personalità.

Accanto a lui, da quasi mezzo secolo, c’era Pantaleo Dell’Orco, per tutti semplicemente Leo, il compagno e braccio destro dall’incontro casuale – avvenuto per «colpa» di due cagnolini – che lo portò dall’ombra alla passerella. Designer, confidente silenzioso e figura discreta ma fondamentale, Dell’Orco, oggi 73enne, è anche uno dei due successori designati dallo stilista, insieme alla nipote Silvana Armani: alla guida della linea femminile lei, riferimento per il mondo uomo lui.

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