Serbia troppo forte per il Settebello, azzurri in finale per il bronzo agli Europei

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La strada per l’oro europeo, che si sarebbe potuta aprire solo superando lo scoglio più duro immaginabile, si è interrotta nella rumorosa caverdra della Stark Arena di Belgrado. Di fronte ai campioni olimpici in carica, supportati da quindicimila voci, il Settebello ha condotto per lunghi tratti una resistenza dignitosa e accanita, provando in ogni modo a ritardare quello che alla fine è apparso come un esito ineluttabile. La Serbia, rullo compressore che ha fatto della potenza e della coesione la sua bandiera, ha infatti chiuso la semifinale sul 17-13, costringendo la formazione di Sandro Campagna a rinviare i suoi sogni più ambiziosi e a concentrarsi, nell’ultimo atto della rassegna continentale, sulla caccia al terzo gradino del podio.

Una sfida alla pari solo fino a metà gara

Il match, nonostante il divario finale di quattro reti, è stato per lunghi segmenti molto più equilibrato di quanto il punteggio suggerisca, con gli azzurri capaci di tenere testa ai fuoriclasse di casa e di non farsi sopraffare dall’ambiente ostile. Alcuni errori, inevitabili sotto quella pressione, hanno però permesso ai serbi, i quali sfruttano ogni minimo appiglio con la freddezza dei veterani, di allungare progressivamente nel secondo tempo. Quella che si prospettava come una missione impossibile, se non altro per il fattore campo e per lo stato di grazia degli avversari, è così rimasta tale, confermando una storica bestia nera: è la ventesima volta, nell’albo degli Europei, che le rappresentative della ex Jugoslavia prima e della Serbia poi si sono dimostrate un ostacolo insormontabile per la nazionale italiana.

Il percorso e l’appuntamento con la Grecia

Il cammino della squadra italiana nel torneo, comunque, era stato fino a quel momento brillante e aveva dimostrato i progressi di un gruppo profondamente rinnovato, proiettato verso un nuovo ciclo. A quel percorso ora manca l’ultimo, fondamentale tassello: la medaglia di bronzo, che rappresenterebbe un traguardo di grande valore per confermare la crescita del movimento. A contendere quel premio sarà la Grecia, a sua volta sconfitta nell’altra semifinale dall’Ungheria con un rotondo 15-12, formazione che negli scontri diretti di questa rassegna ha già avuto la meglio sul Settebello durante la seconda fase a gironi. Si tratta dunque di un’ulteriore prova complessa, che offrirà agli azzurri la possibilità di chiudere con un sigillo positivo un’esperienza comunque ricca di insegnamenti.

Il valore di una generazione in crescita

La sconfitta, seppur amara, non deve quindi oscurare il quadro generale di un europeo che ha visto il Settebello lottare alla pari con la squadra più forte del pianeta, almeno per metà della contesa. Quell’atteggiamento, unito alla qualità mostrata in precedenza, delinea i contorni di una squadra solida e proiettata al futuro, la quale, pur dovendo fare i conti con la classe e l’esperienza di avversari consolidati, ha dimostrato di possedere gli strumenti per competere ai massimi livelli. L’incontro con la Grecia, al di là del metallo del premio finale, sarà l’occasione per concretizzare in un risultato tangibile il lavoro svolto e le potenzialità emerse in questa trasferta serba, sotto gli occhi di un pubblico che ha reso omaggio, anche nell’avversario, a una prestazione di carattere.

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