roma elastica: il cinema degli anni Ottanta rivive a Cannes
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il film "Roma elastica" di Bertrand Mandico ha acceso i riflettori della 79esima edizione del Festival di Cannes, portando sul tappeto rosso Marion Cotillard, Isabella Ferrari, Ornella Muti e Franco Nero. L’opera, ambientata nella Roma dei primi anni Ottanta, propone un ritratto felliniano della città e del cinema in declino, con Cinecittà come epicentro delle vicende. Marion Cotillard interpreta Eddie, un’attrice affermata che, provata da una diagnosi sfavorevole, si reca nel cuore di Cinecittà per quella che potrebbe essere la sua ultima apparizione sul grande schermo.
Una Roma sospesa tra glamour e decadenza
Il film mette in scena il tramonto di una stella del cinema e insieme il declino della Città Eterna, combinando elementi di realtà e immaginazione. Cinecittà diventa il luogo privilegiato dove si intrecciano il fascino e le rovine dello star system degli anni Ottanta, con il set e gli scorci della città a fare da cornice a un racconto che oscilla tra il sensoriale e l’allucinato. La narrazione di Mandico cerca di catturare l’atmosfera di un periodo in cui il cinema italiano conviveva tra gloria e crisi, riflettendo sul cambiamento di un’epoca e dei suoi miti.
Il cast internazionale e il red carpet di Cannes
Oltre a Marion Cotillard e Isabella Ferrari, Ornella Muti e Franco Nero hanno partecipato alla presentazione del film a Cannes, confermando l’interesse internazionale verso una produzione francese con profonde radici italiane. Kevin Spacey, presente al festival, ha applaudito il cast durante l’evento. La presenza delle dive del cinema italiano ha sottolineato la continuità tra passato e presente, con un’attenzione particolare al glamour retrò: i capelli biondi di Isabella Ferrari e Ornella Muti sono diventati un vero e proprio fil rouge di bellezza sul red carpet, con sfumature e intensità differenti che richiamano il fascino della vecchia Roma cinematografica.
Estetica e narrativa tra passato e memoria
Il film di Mandico, già noto per opere come "After Blue" e "Les garçons sauvages", conferma il suo approccio visivo e sensoriale, cercando di trasformare Cinecittà e le rovine dello star system in un palcoscenico immaginario. La rappresentazione della Roma degli anni Ottanta non è solo uno sfondo, ma un personaggio che interagisce con le vicende di Eddie, tra luci dei set e atmosfere decadenti. In questo contesto, la fotografia e la direzione artistica enfatizzano il contrasto tra il fascino delle dive e il decadimento degli ambienti, sottolineando il legame tra memoria cinematografica e storia della città.
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