Usa minacciano embargo armi a Israele per crisi umanitaria a Gaza
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Redazione Esteri
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Gli Stati Uniti, attraverso una lettera inviata dal segretario di Stato Antony Blinken e dal segretario alla Difesa Lloyd Austin ai ministri israeliani Yoav Gallant e Ron Dermer, hanno minacciato di imporre un embargo sulle armi a Israele se entro un mese non verrà trovata una soluzione alla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. La notizia, riportata dall'emittente israeliana Channel 12, evidenzia la crescente pressione internazionale su Israele per affrontare la situazione umanitaria a Gaza, dove migliaia di persone, tra cui sei membri dello staff di Medici Senza Frontiere (Msf), sono rimaste intrappolate nel campo di Jabalia dopo gli ordini di evacuazione di massa emessi dalle forze israeliane il 7 ottobre.
Kholoud, assistente al coordinamento di Msf, è riuscita a fuggire dal campo profughi di Jabalia e a rifugiarsi a Gaza City, dove vive in condizioni difficili tra incessanti bombardamenti. La situazione a Gaza è critica, con la popolazione civile che soffre a causa della mancanza di accesso a beni di prima necessità e servizi essenziali. La minaccia di un embargo sulle armi da parte degli Stati Uniti rappresenta un tentativo di esercitare pressione su Israele affinché prenda misure concrete per alleviare la crisi umanitaria.
Nel frattempo, le tensioni tra le forze di difesa israeliane (Idf) e le forze di peacekeeping Unifil in Libano rimangono elevate. Il capo di Stato maggiore della Difesa italiana, il generale Luciano Portolano, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo dell'Idf, Herzi Halevi, per discutere delle manovre di terra dello Stato ebraico in Libano e degli ultimi sviluppi sul campo. Nonostante le richieste del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di ritirare i contingenti Unifil dal sud del Libano, il portavoce Unifil, Andrea Tenenti, ha dichiarato che i caschi blu rimarranno nella regione, sottolineando che non è possibile che un singolo Paese membro delle Nazioni Unite decida il futuro di una missione voluta dalla comunità internazionale.
La situazione in Medio Oriente continua a essere complessa e delicata, con molteplici attori coinvolti e una popolazione civile che paga il prezzo più alto.




