Gp Barcellona, chi può fermare Antonelli? Il caso Aduo agita la F1

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Già nel post gara di Monaco in paddock è cominciato il chiacchiericcio sui risultati dell’Aduo e tra colleghi alla domanda “li hai visti?” tutti hanno risposto stupiti “davvero?” quando hanno scoperto che la FIA ha valutato Red Bull-Ford come miglior power unit delle prime cinque gare mondiali. Inaspettato, quantomeno, visto il dominio di Mercedes finora - ha vinto tutte le gare - e la posizione in classifica che occupa la squadra di Milton Keynes.

La notizia che domina la settimana è senza dubbio la decisione della Federazione di rinviare la pubblicazione ufficiale dei dati, dopo che la scuderia austriaca ha chiesto una revisione approfondita dei parametri di misurazione. Una richiesta, quest’ultima, che ha generato inevitabili speculazioni nel circus, anche perché se i numeri fossero confermati, la power unit del team campione del mondo in carica risulterebbe essere quella di riferimento per l’intera griglia.

L’effetto sorpresa e le reazioni nel paddock

In casa Mercedes, la reazione al verdetto è stata tutt’altro che uniforme, segno evidente di un malessere o quantomeno di una sorpresa che ha diviso l’angolo dei box. Da un lato George Russell, che occupa la terza posizione in classifica nonostante una serie di recenti episodi sfortunati, ha insistito nel definire il responso come una mera formalità tecnica: “Non ero sorpreso – ha spiegato – perché tutto concordava con quanto già sapevamo dai test di Barcellona. La Red Bull ha un motore a combustione molto solido”.

Il pilota britannico ha anzi ribaltato la prospettiva, attribuendo la striscia di vittorie della sua squadra più alla qualità del telaio che a un’ipotetica superiorità dell’unità endotermica. Andrea Kimi Antonelli, invece, non ha nascosto un certo stupore. Il giovanissimo leader del campionato, che vanta già 68 lunghezze di vantaggio sul compagno di scuderia dopo un avvio di stagione folgorante, ha ammesso candidamente: “Pensavo che la nostra power unit fosse molto forte, ma ci saranno delle ragioni tecniche dietro questa scelta. Sono sorpreso dai risultati”.

Per il diciottenne italiano, che a Barcellona punta alla sesta vittoria consecutiva, la notizia rappresenta tuttavia uno stimolo in più per spingere il reparto corse a trovare ulteriori margini di guadagno in un processo che, come ha sottolineato lui stesso, non sarà certamente a breve termine.

Come funziona l’Aduo e i reali margini di recupero

L’Aduo, acronimo di Additional Development and Upgrade Opportunities, è il meccanismo introdotto dalla FIA per correggere eventuali squilibri prestazionali tra i motoristi, evitando che deficit strutturali emersi dopo l’omologazione cristallizzino la gerarchia tecnica per più stagioni. Va precisato, però, che non si tratta di un sistema di “Balance of Performance” alla maniera del turismo: non aumenta la portata di carburante, non introduce zavorre e non modifica artificialmente l’ordine competitivo.

Il giudizio si basa sull’ICE Performance Index, un indicatore elaborato attraverso i dati telemetrici che misura esclusivamente il rendimento del motore termico (che conta per circa il 53% della potenza totale) lasciando fuori la parte elettrica. Secondo le classifiche provvisorie, il distacco di Mercedes da Red Bull sarebbe intorno al 2%, il che garantirebbe ai campioni del mondo in carica un solo aggiornamento extra in questa stagione e uno nel 2027.

La Ferrari, che sulla carta sconterebbe un ritardo superiore al 4%, avrebbe invece diritto a due sviluppi aggiuntivi per ciascuno dei due anni. Un’arma a doppio taglio, perché se da un lato certifica un deficit dall’altro offre a Maranello la possibilità di recuperare senza dover subire penalizzazioni sulla carta da parati.

La strategia di Ferrari e il caso Red Bull

Per la Scuderia di Maranello, la situazione apre uno scenario quasi paradossale, nel quale una debolezza tecnica certificata si trasforma in un’opportunità di crescita. A differenza di quanto si possa pensare, il deficit del Cavallino non è frutto solo del caso: fonti tecniche rivelano che gli ingegneri hanno volutamente orientato lo sviluppo verso soluzioni compatte (come un turbo più piccolo e sistemi di raffreddamento ridotti) per migliorare l’aerodinamica della vettura, sacrificando consapevolmente la potenza massima in rettilineo.

Una scommessa, quella di puntare su una power unit volutamente sottodimensionata per poter usufruire delle agevolazioni regolamentari, che potrebbe pagare dividendi in extremis. Si parla già di un possibile primo aggiornamento del motore già pronte per l’appuntamento in Austria, con un secondo step previsto dopo la pausa estiva. Red Bull, invece, si trova nella posizione scomoda di essere stata eletta benchmark pur non avendo ancora vinto una gara. Max Verstappen ha commentato il verdetto con una punta di ironia: “Fa piacere per chi ci ha lavorato, ma aspettiamo le verifiche”.

Nel frattempo, la Federazione ha avviato un’ulteriore verifica della durata prevista di una decina di giorni, durante la quale analizzerà il corretto funzionamento di tutti i sensori. Fino a quel momento, le percentuali di distacco restano un argomento di discussione accesso nei box di Barcellona, dove la pista – con le sue lunghe curve veloci e il caldo torrido – dirà molto di più di qualsiasi indice statistico.

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