Il caso Conte-Piantedosi e quel video di venti secondi che agita il Transatlantico

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono bastati venti secondi, forse meno, per cambiare l’umore nei palazzi della politica italiana. Il filmato – girato per una videointervista a Money.it, con Marco Travaglio – ha iniziato a rimbalzare di chat in chat tra deputati e senatori già all’alba, rilanciato da Dagospia come una scintilla dimenticata in una stanza piena di carta velina. E nel Transatlantico di Montecitorio, lo si dice senza timore di smentita, non si respira più aria di crisi della Nazionale né di dossier internazionali come quelli su Sigonella: il chiacchiericcio serpeggia compatto attorno a una relazione, quella tra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e la giornalista Claudia Conte, che nessuno aveva mai ufficializzato prima d’ora.

La frase che ha rotto l’equilibrio

Nel corso dell’intervista, Travaglio – che pure si dice favorevole a “abolire il gossip” – ha operato una distinzione netta tra pettegolezzo e interesse pubblico. “Il profilo pubblico delle vicende esiste”, ha dichiarato, chiedendosi ad alta voce perché mai si dovrebbe rendere nota proprio ora una relazione privata, se non per obbligo di trasparenza. E ha aggiunto, con il tono di chi conosce i meccanismi del potere, che “il ministro faccia chiarezza prima che lo facciano altri”. Un avvertimento, questo, che rimanda direttamente al precedente di Gennaro Sangiuliano: in quel caso, fu chiarito l’assenza di utilizzo di fondi pubblici, e secondo Travaglio lo stesso standard andrebbe applicato qui. Nessuna illazione, dunque, ma una richiesta secca: che non ci siano soldi dei contribuenti a coprire ciò che è personale.

Chi è Claudia Conte, la giornalista al centro della vicenda

Classe 1991, nata a Cassino, la Conte non è certo un’outsider. Volto noto tra televisione, eventi e ambienti istituzionali, ha lavorato come modella prima di approdare al giornalismo. Pubblica libri, dirige un festival cinematografico, è portavoce dell’Osservatorio nazionale su bullismo e disagio giovanile. Il suo profilo Instagram – seguito da circa 311mila persone – la mostra in pose ufficiali accanto a esponenti politici e personaggi pubblici di aree molto diverse tra loro. Una carriera, la sua, costruita sull’equilibrio tra spettacolo e istituzioni, che ora la vede al centro di una bufera politica nella quale non ha chiesto di entrare.

La reazione della maggioranza e l’accusa alla sinistra

Dall’altra parte dello schieramento, chi sostiene Piantedosi non usa mezzi termini. “Quei disperati della sinistra – si legge in un intervento ripreso da più fonti parlamentari – non sono riusciti neanche inventandosi le balle spaziali su Giovanni Falcone né vincendo il referendum sulla giustizia, portando a votare anarchici e islamisti, a spostare i sondaggi di uno zero virgola”. E allora, si sostiene, si sarebbero inventati il “golpe Piantedosi” per mettere in difficoltà il governo. La polemica divampa anche sul piano dei principi: gli stessi che predicavano libertà sessuale, famiglia gender, e che hanno celebrato Michela Murgia e i carri del pride anti-israeliani, ora si scoprirebbero “di fronte a una relazione tra un uomo e una donna adulti e vaccinati” e sognerebbero un colpo di Stato. Una torsione retorica, quest’ultima, che trasforma un fatto di cronaca privata in un banco di prova per le contraddizioni dell’opposizione.

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