Ue, Kallas annuncia la difesa aerea per l'Ucraina: «Pressione su Mosca e nuove sanzioni»
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Redazione Esteri
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«Accogliamo con favore il fatto che gli Stati membri si siano impegnati a fornire la difesa aerea che chiediamo da tempo». Con queste parole, pronunciate al termine della riunione informale dei ministri degli Esteri dell'Unione europea, il Gymnich di Wicklow, in Irlanda, l'Alta rappresentante per la Politica estera, Kaja Kallas, ha segnato un punto fermo nella strategia europea di sostegno a Kiev.
La dichiarazione arriva in un momento di particolare tensione, con la Russia che intensifica i raid sul territorio ucraino, come dimostrano gli ultimi attacchi su Kiev che hanno causato decine di vittime civili. La priorità immediata dell'Ue, ha spiegato Kallas, rimane quella di fornire all'Ucraina ciò di cui ha bisogno per difendersi, attingendo al prestito di sostegno all'Ucraina, del quale sono già stati erogati i primi 8,47 miliardi di euro.
A questi, ha aggiunto, se ne aggiungeranno altri 6,1 miliardi di euro recentemente approvati, destinati anche al potenziamento della difesa aerea, sebbene la necessità di un sostegno bilaterale diretto rimanga imprescindibile.
La carenza di intercettori e l'appello ai Paesi membri
Uno dei nodi cruciali emersi nel corso dei lavori è la cronica carenza di intercettori per i sistemi di difesa aerea, una necessità resa ancora più urgente dalla strategia russa di colpire le infrastrutture civili e le città. «La questione principale riguarda la difesa aerea: mancano gli intercettori», ha sottolineato Kallas, lanciando un appello diretto ai Paesi membri. L'idea, avanzata dall'Alta rappresentante, è che quei Paesi che dispongono di intercettori prossimi alla scadenza operativa li forniscano all'Ucraina, consentendo a Kiev di utilizzarli per proteggere la propria popolazione.
«Sappiamo che alcuni Paesi dispongono di intercettori prossimi alla scadenza, quindi sarebbe un'ottima cosa se venissero forniti all'Ucraina». Parallelamente, l'Unione europea sta portando avanti un'azione di sensibilizzazione anche verso i Paesi extra-Ue per ottenere ulteriori sistemi, mentre si lavora per organizzare le forniture di intercettori di produzione europea, anche in collaborazione diretta con l'Ucraina.
Nuove sanzioni e la risposta agli attacchi ibridi
La riunione di Wicklow è stata anche l'occasione per tracciare una linea dura contro Mosca, non solo sul fronte militare ma anche su quello diplomatico ed economico. Kallas ha annunciato che sono in preparazione nuove e incisive sanzioni nei confronti della Russia, con un pacchetto che si preannuncia come il «più sostanzioso» mai adottato. In particolare, sono in fase di definizione 1.600 designazioni mirate contro il complesso militare-industriale russo, con la possibilità che se ne aggiungano altre.
La stretta è motivata anche dall'ondata di attacchi che la Russia sta conducendo contro l'Europa, definiti da Kallas come «attacchi ibridi sempre più cinetici». Riferendosi in particolare all'attacco con un drone all'aeroporto di Lipsia, l'Alta rappresentante ha parlato di «terrorismo sponsorizzato da uno Stato», sottolineando che episodi come questo devono servire da «svegliata» per quei Paesi membri che finora hanno mostrato un approccio più tiepido sulla questione delle sanzioni e del sostegno a Kiev.
«La Russia vuole spaventarci e farci desistere dal sostenere l'Ucraina, ma non ci riuscirà. Al contrario, aumenteremo il nostro sostegno e investiremo nella nostra difesa. Questo è il modo migliore per fermare Putin».
Il riallineamento tra Ue e Nato e le prospettive future
Il vertice di Wicklow ha confermato un riallineamento strategico tra Unione europea e Nato, con l'Alleanza Atlantica che rimane la «pietra angolare» della sicurezza europea, sebbene gli Stati Uniti sollecitino i partner europei ad assumersi maggiori responsabilità in materia di difesa. In questo contesto, l'Ue intende investire in modo significativo nella propria capacità difensiva, mentre il dibattito si riapre sull'utilizzo dei beni congelati della Banca centrale russa per finanziare la ricostruzione dell'Ucraina.
Sebbene il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, abbia ricordato i possibili «problemi giuridici» legati a questa misura, la discussione è ormai aperta e sempre più pressante. «Se vogliamo porre fine a questa guerra, dobbiamo tutti concentrare i nostri sforzi e portarli a un nuovo livello», ha concluso Kallas, lasciando intendere che le prossime settimane saranno decisive per l'evoluzione del conflitto e per il ruolo dell'Europa.
Nel frattempo, per affrontare le minacce future, l'Alta rappresentante ha annunciato la creazione di un gruppo di alto livello composto da ex leader politici e militari, incaricato di esaminare le risposte alle crescenti minacce militari e di immaginare nuove strategie per la difesa del continente.
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