Macron promette intercettori a Zelensky: «Siamo inorriditi». Putin minaccia rappresaglie sulla logistica ucraina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente francese Emmanuel Macron, rientrato dalla residenza estiva di Fort de Brégançon, ha ripreso in mano il dossier ucraino con la consueta determinazione, promettendo a Volodymyr Zelensky un nuovo invio di missili intercettori per rafforzare le difese aeree di Kiev. La telefonata di quasi due ore tra i due leader, avvenuta all'indomani del sanguinoso attacco russo contro un centro commerciale di Kryvyi Rih, la città natale del presidente ucraino, ha fatto da apripista alla riunione della Coalizione dei Volenterosi prevista per lunedì 24 agosto, giorno dell'indipendenza ucraina.

«Ho annunciato al presidente Zelensky il rafforzamento del nostro sostegno, con l'invio di intercettori e la prosecuzione della nostra cooperazione», ha scritto Macron sui social, definendo «fondamentale» fornire a Kiev tutti i mezzi necessari per difendere il proprio spazio aereo e contrastare quella che ha definito una strategia di terrore portata avanti da Mosca, la quale, a suo dire, con gli attacchi sistematici ai civili rivela più che altro una situazione di debolezza.

La strage di Kryvyi Rih e la risposta di Macron

Il doppio attacco missilistico che ha colpito un affollato centro commerciale ha causato almeno 16 vittime accertate e oltre un centinaio di feriti, un numero destinato purtroppo ad aumentare dato che molte persone risultano ancora disperse sotto le macerie. La strage, che ha suscitato orrore e sdegno in tutta Europa, ha spinto il presidente francese a rompere il silenzio che aveva caratterizzato le sue vacanze estive, per assumere una posizione di primo piano nella crisi.

«Con questi attacchi, la Russia continua e intensifica il crimine della sua aggressione», ha tuonato Macron, invitando tutti i Paesi che dispongono di capacità missilistiche a unirsi allo sforzo per proteggere i cieli ucraini.

La mossa di Parigi, che si allinea alla recente richiesta di Zelensky per colmare le carenze di intercettori, mira a dare una risposta concreta alla pioggia di missili balistici che si è abbattuta sulla capitale e su altre città, come dimostra l'ulteriore ondata di attacchi che ha colpito Kiev in pieno giorno, provocando altre vittime nel quartiere di Boryspil.

Putin minaccia rappresaglie: «Attacchi alla logistica, risposta immediata»

La reazione di Vladimir Putin non si è fatta attendere, e ha assunto i toni minacciosi che caratterizzano il suo intervento al congresso di Russia Unita. Il presidente russo, nel corso di una lunga intervista all'agenzia Vesti e durante il suo discorso al partito, ha promesso «una risposta distruttiva» e «proporzionata» agli attacchi ucraini che nelle ultime ore hanno colpito i magazzini dell'e-commerce Ozon nella regione di Samara, a mille chilometri dal confine, oltre a quelli delle società Wildberries.

«Volete mettere fuori uso la nostra logistica?», ha tuonato Putin, avvertendo che «le misure di rappresaglia non tarderanno ad arrivare» e che le forze armate russe colpiranno «i nodi logistici più importanti dello Stato ucraino». In un gesto che i media hanno definito come una rara ammissione, Putin ha riconosciuto che gli attacchi di Kiev hanno inflitto «danni economici» al Paese, causato perdite e creato disagi alla popolazione, ma ha subito dopo negato che questi raid possano portare a un'inversione di rotta nel conflitto a favore dell'Ucraina.

«Il regime di Kiev e i suoi finanziatori non ne hanno ottenuto alcun vantaggio, e non ne otterranno mai», ha affermato, definendo le proposte di pace ucraine «stravaganti» e «inaccettabili», ribadendo che il Cremlino è pronto al dialogo solo sulla base della «realtà che si manifesta sul campo».

Il vertice dei Volenterosi e le nuove garanzie di sicurezza

Proprio in questo clima di crescente escalation, la Coalizione dei Volenterosi si prepara a riunirsi lunedì a Kiev, nel giorno dell'Indipendenza ucraina, con l'obiettivo di trasformare le promesse politiche in un dispositivo militare concretamente attivabile.

Il vertice, co-presieduto dal presidente francese Emmanuel Macron, dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e dal premier britannico Andy Burnham, vedrà la partecipazione in presenza del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, mentre la premier italiana Giorgia Meloni parteciperà in video collegamento, come confermato dall'agenda di Palazzo Chigi.

Sul tavolo dei leader, che riunirà rappresentanti di oltre 30 Paesi, non ci sarà solo la discussione sui nuovi aiuti immediati, ma soprattutto la definizione operativa della Multinational Force for Ukraine, la forza multinazionale pensata per garantire la sicurezza del Paese e la credibilità di un futuro cessate il fuoco, con capacità da dispiegare sul terreno, in aria e in mare. La coincidenza con la festa nazionale conferisce al vertice un forte valore politico, volto a ribadire la compattezza occidentale di fronte alle continue minacce di Mosca.

Il rafforzamento della difesa aerea al centro del sostegno occidentale

La carenza di sistemi di difesa aerea, e in particolare di missili intercettori per i Patriot e gli altri sistemi forniti alla NATO, è diventata il nodo cruciale della sopravvivenza ucraina. Il presidente Zelensky ha più volte sottolineato che ogni giorno di ritardo nelle forniture si traduce in vittime civili che avrebbero potuto essere evitate, mentre gli attacchi russi si fanno sempre più frequenti e mirati contro le infrastrutture energetiche e i centri logistici.

Oltre all'iniziativa francese di Macron, anche la Germania ha annunciato un nuovo stanziamento di 60 milioni di dollari, una parte dei quali destinata a rafforzare le difese antiaeree, mentre il ministro tedesco ha in programma di discutere con il Segretario di Stato americano Marco Rubio la grave carenza di intercettori Patriot, un problema che mina l'efficacia dello scudo difensivo ucraino.

L'ambizioso progetto della Coalizione dei Volenterosi, nato dopo il vertice di Parigi dello scorso luglio, punta a coordinare gli sforzi e a creare un fronte unito per garantire non solo le forniture belliche, ma anche una futura architettura di sicurezza per il continente, nella convinzione che la Russia, come ha concluso Macron, non riuscirà a piegare l'Ucraina attraverso il terrore.

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