Saros, la recensione del nuovo esclusiva PlayStation 5 è già da capogiro

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Sony Interactive Entertainment ha pubblicato il trailer di lancio di Saros, l’action game sviluppato da Housemarque che, a giudicare dai primi verdetti della critica internazionale, si candida a essere uno degli eventi ludici di questo scorcio di 2026. Il titolo, in arrivo il 30 aprile in esclusiva su PS5, segue le vicende di Arjun Devraj – interpretato da Rahul Kohli – mentre si addentra nei segreti del misterioso pianeta Carcosa, un mondo corrotto zeppo di creature ostili. La media voto, che al momento si attesta intorno a quota 90 su OpenCritic e 89 su Metacritic, dipinge un quadro decisamente positivo: molti sono i voti perfetti o comunque nell’orbita del 9, mentre solo una sparuta minoranza di pubblicazioni ha assegnato punteggi più severi (come il 7 di IGN), segno che la formula “bullet hell” cinematografica dello studio finlandese ha colpito ancora nel segno.

Un’anomalia preziosa nel panorama delle grandi produzioni

In un momento storico particolare per PlayStation, dove le esclusive di peso si fanno sempre più rare, Housemarque rappresenta quell’anomalia preziosa capace di unire la spettacolarità visiva a un gameplay profondo e ritmato. Se Returnal era un azzardo claustrofobico e volutamente ermetico, Saros sembra voler affinare quella ricetta: i recensori sottolineano come il nuovo titolo sia più “leggibile” e accessibile, senza però tradire la sfida. La presenza di uno scudo in grado di assorbire i proiettili blu per trasformarli in potenza offensiva, l’introduzione dei proiettili gialli che causano corruzione, e la possibilità di personalizzare la difficoltà tramite modificatori, rendono l’opera più flessibile rispetto al suo illustre predecessore.

Le meccaniche e l’eredità di *Returnal*

Si parla di un’azione “bullet ballet” raffinata, dove il ritmo è serrato ma mai caotico. La distinzione cromatica dei colpi nemici (blu, gialli e rossi) costringe il giocatore a scelte tattiche immediate, trasformando ogni scontro in un vero e proprio balletto mortale. A differenza del passato, dove la morte significava spesso ricominciare da capo con poche risorse, qui la progressione permanente è stata potenziata: si torna in un hub centrale chiamato “Il Passaggio”, si investono risorse in alberi delle abilità e si mantiene una parte dei progressi. Questa struttura, unita alla possibilità di teletrasportarsi tra i biomi già sbloccati, riduce la frustrazione e incentiva a proseguire nella ricerca della verità su Carcosa e sulla corrotta razione Soltari.

Un mistero cinematografico e la performance di Kohli

Dal punto di vista narrativo, Housemarque ha deciso di alzare l’asticella: dove Returnal raccontava la sua storia in modo frammentario attraverso registrazioni audio, Saros inserisce scene cinematografiche più frequenti e un cast di personaggi secondari presenti nell’hub. Rahul Kohli, noto per i suoi ruoli in serie tv horror, presta volto e voce a un protagonista tormentato, un “enforcer” alla ricerca di risposte che forse preferirebbe non trovare. Le recensioni lodano l’atmosfera opprimente e la colonna sonora “dark electronic” del compositore premio Grammy Sam Slater, anche se qualcuno ha notato come alcuni filoni narrativi, sebbene più espliciti rispetto al passato, non sempre vengano sviluppati fino in fondo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.