Falcomatà a Reggio: "Servono infrastrutture per un Sud hub del Mediterraneo"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dove si sta svolgendo l’evento “Connessioni Mediterranee”, il sindaco Giuseppe Falcomatà ha rivolto il suo saluto ai promotori dell’iniziativa, riconoscendo il valore simbolico e politico di aver spostato proprio nel capoluogo calabrese una discussione di così ampio respiro. “Grazie a chi ha voluto portare a Reggio Calabria la discussione su grandi temi europei”, ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come quelle questioni, che toccano da vicino il futuro bilancio dell’Unione per il 2028-2034, siano destinate a caratterizzare l’agenda delle istituzioni comunitarie nei prossimi mesi, un periodo cruciale per definire le priorità di investimento.

La visione industriale per il Mezzogiorno

Il fulcro dell’intervento di Falcomatà, che ha aperto i lavori del Festival Mediterraneo dell’Economia, si è concentrato sulla necessità di una svolta strategica, quasi una chiamata alle armi per Bruxelles, affinché elabori finalmente una visione industriale concretamente indirizzata allo sviluppo del Mezzogiorno. Secondo il sindaco, infatti, l’Europa non può più limitarsi a politiche di sussidio, ma deve farsi carico di un disegno organico che miri a potenziare le infrastrutture del Sud, trasformandolo in un hub di interconnessione vitale tra le due sponde del Mediterraneo, un crocevia non solo geografico ma anche economico e culturale.

Il ponte e le prospettive degli investimenti

In questo contesto, assumono un peso particolare le parole di Pietro Salini, amministratore delegato di WeBuild, il quale, intervenuto allo stesso convegno, ha ribadito la volontà del gruppo di investire nel paese. “L’Italia è un paese nel quale vogliamo investire”, ha affermato Salini, esprimendo un desiderio personale che si intreccia con la prospettiva industriale: quello di lasciare in eredità alle nuove generazioni un mondo migliore. Se da un lato, quindi, si delinea la necessità di un piano europeo, dall’altro emergono segnali dal settore privato, che riconosce nel territorio nazionale, ricco di risorse e di persone motivate, un potenziale ancora inespresso da valorizzare.

Le politiche di coesione al centro del dibattito

L’incontro, organizzato con il contributo del Parlamento Europeo, della Commissione Europea, di Feuromed e de L’Altravoce, si propone di analizzare nel dettaglio gli strumenti finanziari a disposizione, dai fondi per la coesione alle risorse del Pnrr, per indirizzarli verso una crescita strutturale del Sud. Il dibattito, che proseguirà nelle sessioni in programma, verte essenzialmente su come tradurre le opportunità in progetti tangibili, capaci di generare non solo opere pubbliche ma anche un indotto economico stabile e duraturo, un qualcosa che vada al di là della contingenza dei singoli finanziamenti e che guardi a un orizzonte di lungo periodo.

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