Abi, a maggio prestiti in crescita del 3% e tasso dei mutui in rialzo al 3,49%
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Redazione Economia
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L'andamento del credito in Italia continua a mostrare segnali di vivacità, seppur in un contesto di costo del denaro ancora in salita. A maggio 2026, l'ammontare complessivo dei prestiti erogati a famiglie e imprese ha fatto segnare un incremento del 3% su base annua, un dato che rappresenta un'accelerazione rispetto alla variazione del 2,9% registrata nel mese di aprile e che conferma la traiettoria ascendente avviata a partire da marzo dell'anno scorso.
A certificare questi numeri è il rapporto mensile dell'Associazione Bancaria Italiana (Abi), diffuso oggi, che fotografa una domanda di credito in espansione su entrambi i fronti, seppur con alcune differenze nei ritmi di crescita.
Diciassettesimo mese di fila per le famiglie
Il comparto delle famiglie, in particolare, registra il diciassettesimo mese consecutivo di incremento dei prestiti, a testimonianza di una fiducia che, nonostante l'incertezza internazionale, sembra radicarsi nei bilanci domestici. Per le imprese, invece, si tratta dell'undicesimo mese consecutivo di crescita, un trend che suggerisce una ripresa degli investimenti e del fabbisogno di liquidità per sostenere l'attività produttiva.
Andando a guardare i dati di aprile 2026, si nota come i prestiti alle famiglie abbiano segnato un +2,6%, mentre quelli destinati al tessuto imprenditoriale abbiano viaggiato a un ritmo più sostenuto, toccando il +3,1%.
Tasso medio dei mutui in risalita
Un capitolo a parte merita il costo del denaro per l'acquisto della prima casa, che dopo un periodo di relativa tregua sembra tornare a premere sul potere d'acquisto delle famiglie. A maggio 2026, il tasso medio praticato dalle banche sulle nuove operazioni per l'acquisto di abitazioni si è attestato al 3,49%, segnando un aumento di due centesimi di punto percentuale rispetto al mese precedente.
Pur rimanendo ben al di sotto del picco del 4,42% toccato a dicembre 2023, il dato indica una leggera inversione di tendenza che potrebbe influenzare le scelte di chi si appresta a stipulare un mutuo, in un contesto di tassi che, dopo le riduzioni degli ultimi anni, mostrano una maggiore rigidità.
Il quadro macroeconomico e le prospettive
Quello che emerge dal rapporto dell'Abi è un quadro complesso, dove la voglia di indebitarsi si scontra con un costo del denaro che, pur lontano dai massimi recenti, non accenna a calare in modo deciso. L'aumento dei prestiti, che a maggio ha raggiunto il livello più elevato dal novembre del 2022, è il riflesso di un'economia che cerca ossigeno, ma il contemporaneo rialzo dei tassi sui mutui rappresenta un campanello d'allarme per le famiglie che devono fare i conti con rate più pesanti.
L'Abi, attraverso il suo monitoraggio mensile, fornisce dunque uno spaccato puntuale di un sistema creditizio che, pur nella sua resilienza, resta in balia delle decisioni di politica monetaria e delle tensioni inflazionistiche ancora presenti sui mercati.




