Cd projekt red, il 2026 si apre tra numeri da record, espansioni misteriose e il ritorno (lontano) di ciri
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Non c’è pace per CD Projekt Red, e forse è proprio questo il suo destino dopo aver raggiunto vette così alte con The Witcher 3: Wild Hunt e la redenzione (quasi tardiva) di Cyberpunk 2077. La software house polacca ha chiuso l’anno fiscale 2025 con numeri che farebbero impallidire qualsiasi competitor, ma lo sguardo, come sempre, è proiettato in avanti. Tra rumors di vecchie glorie che tornano a brillare e novità sostanziose sui progetti più attesi, l’ecosistema CDPR si prepara a una fase di transizione affascinante e complessa.
L’espansione dimenticata e la strategia del silenzio (rotto)
Il chiacchiericcio intorno a una nuova espansione per *The Witcher 3: Wild Hunt* continua a tenere banco, alimentato da indiscrezioni che ormai sembrano più certezze che semplici voci di corridoio. Durante l’ultimo incontro con gli azionisti, la domanda era diretta: si punterà su uno *shadow drop* – quel lancio a sorpresa tanto amato dal marketing moderno – o si tornerà alla tradizionale campagna di lunga durata? La risposta del co-CEO Michał Nowakowski, seppur formulata con la consueta cautela, ha tracciato una linea precisa. “Vorrei dire che tutto è possibile, tuttavia la nostra esperienza e le nostre preferenze, considerando il tipo di giochi che realizziamo, spingono verso campagne di marketing a lungo termine”. Un’affermazione che, di fatto, spegne le speranze di un rilascio improvviso a breve termine, suggerendo invece che, se il progetto esiste realmente (e le voci di un coinvolgimento di Fool’s Theory, già al lavoro sul remake del primo capitolo, lo danno per certo), la sua presentazione sarà scandita da tempi più dilatati, probabilmente legati anche agli obiettivi di fatturato che l’azienda deve centrare per il programma di incentivazione interna.
Il futuro è (già) nel cantiere di Polaris
Se l’espansione di *The Witcher 3* rappresenta un ponte ideale verso il futuro, il vero fulcro dello sviluppo resta *The Witcher 4*, nome in codice Polaris. Le ultime comunicazioni ufficiali parlano chiaro: la macchina organizzativa si è messa in moto in modo massiccio. A fine febbraio, il team dedicato alla nuova avventura di Ciri – che, lo ricordiamo, prenderà il posto di Geralt di Rivia come fulcro narrativo – contava ben 499 sviluppatori. Un organico imponente, cresciuto di 88 unità rispetto all’anno precedente, che rappresenta oltre la metà dell’intera forza lavoro dello studio. Una mole di risorse umane che lascia intendere una fase di produzione ormai a regime, sebbene i tempi di attesa, come confermato più volte dalla dirigenza, restino lunghi. Non ci si aspetti nulla prima del 2027, ma l’ingresso in scena di talenti di peso come il già direttore cinematografico di *Baldur’s Gate 3* e il compositore ex Blizzard fa ben sperare per la qualità dell’opera finale.
Hadar, il terzo pilastro esce dall’ombra
Mentre Polaris assorbe la maggior parte delle risorse, il progetto più enigmatico del lotto, noto con il nome in codice Hadar, sta vivendo una fase di risveglio dal torpore. Durante l’ultima riunione con gli azionisti, Nowakowski ha confermato che il lavoro su questa nuova proprietà intellettuale – destinata a diventare il terzo pilastro della casa insieme a *The Witcher* e *Cyberpunk* – è entrato in una fase più concreta. Il team, seppur ancora ridotto numericamente (si parla di 26 persone), sta sperimentando con “molteplici prototipi” implementati direttamente in Unreal Engine, testando meccaniche e idee di gioco dal vivo. L’obiettivo dichiarato è definire i pilastri fondamentali di questo nuovo universo narrativo, gettando le basi non solo per un singolo Titolo, ma per un ecosistema di prodotti futuri. Un lavoro certosino, di concettualizzazione avanzata, che precede di anni l’effettiva entrata in produzione su larga scala, ma che dimostra come la visione di CD Projekt Red punti a espandersi oltre i lidi già esplorati del fantasy slavo e del cyberpunk distopico.




